Marta Di Pol, la prima croupier donna italiana, lascia il Casinò di Venezia dopo 41 anni di carriera
Dopo oltre quattro decenni trascorsi tra fiches, roulette e tavoli verdi, Marta Di Pol, storica croupier veneziana, saluta il Casinò dove, nel lontano 1984, fece la storia come prima donna ad assumere quel ruolo. All’epoca, in un ambiente dominato quasi esclusivamente da uomini, la sua assunzione fu accolta con stupore, e non senza qualche pregiudizio.
"Ricordo che qualcuno diceva che portavo sfortuna" racconta oggi con un sorriso. "Ma poi, con il tempo, ho dimostrato che la professionalità non ha genere", si legge su alcuni quotidiani locali veneti.
Originaria di Venezia, Di Pol iniziò la carriera dopo aver superato un concorso pubblico che, per la prima volta, apriva le porte anche alle donne. Da allora ha visto cambiare profondamente il mondo del gioco: nuove regole, nuove tecnologie e un ambiente sempre più inclusivo. "All’inizio eravamo in poche, quasi guardate come un’anomalia. Oggi le donne ai tavoli sono più di cento e molte di loro ricoprono ruoli di responsabilità. È questa la mia più grande soddisfazione".
Conosciuta per la sua eleganza e il suo sorriso discreto, Di Pol ha rappresentato per anni l’immagine del Casinò veneziano nel mondo. In tanti, colleghi e clienti, la ricordano per la sua calma impeccabile anche nelle situazioni più tese. "Il segreto è mantenere sempre la concentrazione e il rispetto per il gioco — spiega — perché ogni mano, ogni puntata, è una storia a sé".
Ora, a 41 anni dal suo debutto, decide di "appendere la giacca al chiodo”, ma non senza emozione. "Lascio un pezzo di vita, ma anche tante amiche e colleghi che considero una seconda famiglia".
Il Casinò le renderà omaggio con una cerimonia privata nei prossimi giorni, riconoscendole il merito di aver aperto la strada a una generazione di professioniste che oggi fanno parte integrante dell’identità stessa della casa da gioco.