La California vieta i casinò a premi online: firmata la legge AB 831
Il governatore della California, Gavin Newsom, ha firmato la legge AB 831, che vieta i casinò sweepstakes online nello Stato. Questi casinò virtuali offrono giochi da casinò “simulati” accessibili via web o app, come slot e giochi da tavolo, spesso con la possibilità di acquistare crediti virtuali o partecipare a premi in denaro tramite un meccanismo di “sweepstakes” legale, aggirando alcune normative sul gioco d’azzardo tradizionale.
La legge rappresenta una delle più grandi battute d’arresto legislative per questo settore. L’AB 831, proposta dall’Assemblyperson Avelino Valencia, è stata sottoposta a un lungo iter legislativo, con emendamenti per tutelare gli operatori di sweepstakes non legati al gioco d’azzardo, e ha ricevuto un’approvazione unanime sia in Senato sia in Assemblea.
Jeff Duncan, direttore esecutivo della Social gaming leadership alliance (Sgla), ha criticato la firma del governatore, sostenendo che la decisione ostacola innovazione, scelta dei consumatori e crescita economica, favorendo le tribù dei nativi americani della California che gestiscono casinò e altri giochi d’azzardo autorizzati legalmente. Non a caso, proprio le tribù del Nord della California, come la Kletsel Dehe Wintun Nation, si erano opposte al provvedimento, sostenendo che avrebbe limitato le opportunità economiche delle tribù meno ricche e dei loro progetti sociali e di sviluppo economico.
Gli operatori dei casinò sweepstakes avevano invece sostenuto che la regolamentazione avrebbe potuto generare fino a 300 milioni di dollari (equivalenti a circa 250 milioni di euro) di entrate fiscali annuali per lo Stato, oltre a un impatto economico di circa 1 miliardo di dollari legato a spese di marketing e attività correlate.
Adesso, la legge vieta qualsiasi attività di questo tipo in California, segnando un colpo significativo per l’industria dei casinò virtuali online. La Stato diventa così il secondo grande mercato a vietare i casinò sweepstakes online quest’anno, dopo il New Jersey. Anche New York si prepara a fare lo stesso, mentre Nevada, Connecticut e Montana hanno adottato divieti simili.