Nuovo galoppo Italia: ‘Gran Premi 2025, riequilibrio del sistema per sostenere cavalli italiani’
“I risultati dell’ultima domenica all'ippodromo San Siro di Milano parlano chiaro: quattro cavalli stranieri ai primi quattro posti nel Gran Criterium, quattro nel Jockey Club, quattro nel Premio Piazzale e vittoria straniera anche nel Dormello.
Le scuderie estere hanno incassato complessivamente oltre 700.000 euro di montepremi, lasciando ancora una volta vuoto il palmarès italiano.”
Parte da qui la disamina di Nuovo galoppo Italia su come rendere più attrattive, e remunerative, le corse ordinarie per le scuderie del nostro Paese.
“In un momento di grave crisi tecnica ed economica del galoppo nazionale, Nuovo galoppo Italia ribadisce quanto già richiesto più volte negli ultimi anni: ridurre del 20 percento i montepremi dei Gran Premi in piano e redistribuire queste risorse alle corse di fascia media e bassa, dagli handicap di minima fino a quelli da 8.000–10.000 euro”, si legge una nota diffusa dall'associazione.
“Una riduzione del 20 percento su un montepremi di 700.000 euro significherebbe circa 140.000 euro da destinare alla 'base' dell’ippica: risorse che, se impiegate correttamente, avrebbero potuto finanziare 2–4 giornate di corse in ippodromi come Roma, Milano o nei centri minori, sostenendo concretamente la parte operativa del sistema.
Gli stranieri avrebbero comunque partecipato, perché il loro obiettivo resta il 'black type', non qualche migliaio di euro in più.
La differenza, invece, l’avrebbe fatta per il nostro sistema: rafforzare le scuderie italiane, ampliare la base dei proprietari e ridare valore alle corse ordinarie, oggi impoverite e marginalizzate”.
Resta però una domanda che non può più essere elusa per Nuovo galoppo Italia: “Ogni anno in Italia vengono prodotti circa 500 puledri e altri 800 vengono acquistati alle aste estere, molti con linee di sangue di pregio e potenziale tecnico di livello.
A fronte di 1.300 cavalli di due anni ogni stagione, è possibile che non si riesca più a far emergere un solo soggetto competitivo a livello internazionale, nemmeno in Listed o Gruppi 3?
È indispensabile un approfondimento tecnico serio per capire cosa non funziona nei nostri metodi di preparazione, gestione e selezione.
Non basta investire milioni di euro ogni anno se poi non si produce un cavallo da Gran premio: occorre una revisione strutturale, tecnica e formativa, con il coinvolgimento reale degli operatori del settore”.