Divieto Pc per giocare nei locali illegittimo, Corte d’appello annulla sanzioni a esercenti
Lo scorso luglio la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di mettere a disposizione presso gli esercizi pubblici apparecchi che consentano di giocare su piattaforme online, previsto dal decreto Balduzzi (n. 13 settembre 2012, n. 158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”).
Ora la Corte d'appello di Palermo, con due sentenze, richiama tale pronuncia, accogliendo gli appelli di due esercenti, difesi dalle avvocate Valentina Castellucci e Luigia Scarbaci, sanzionati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli dopo la scoperta all'interno delle attività di avventori intenti a giocare sui computer presenti nei locali, evidenziando che “non era provato l’assunto secondo cui i Pc fossero a disposizione esclusivamente per la navigazione sul web”.
La Corte di appello quindi ha annullato le ordinanze-ingiunzioni e le sanzioni inflitte da Adm ai due esercenti, in quanto poggiano “ proprio sulle due norme dichiarate incostituzionali” dalla Consulta: l'articolo 7, comma 3-quater, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, e la disposizione contenuta nell'articolo 1, comma 923, primo periodo, della legge n. 208 del 2015 ( (legge di Stabilità 2016), nella parte in cui stabilisce la sanzione amministrativa di ventimila euro per la violazione.