Manovra: dal Masaf 152 milioni di euro per l’ippica nel 2026, meno ancora tra 2027 e 2028
Per la sola voce "Interventi a favore del settore ippico" il finanziamento previsto per il 2026 è di 152.147.083 euro, in leggero calo a 151.477.904 euro per il 2027 e ancora a 147.247.019 euro per il 2028.
A riportarlo è il documento sullo "Stato di previsione del Ministero dell'Agricoltura per l'anno finanziario 2026 e il triennio 2026-2028", collegato al disegno di legge sul "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028" il cui esame partirà questa settimana in commissione Bilancio al Senato.
Questi fondi coprono una serie di azioni: dal montepremi destinato alle corse alle sovvenzioni agli allevatori, dalle spese per la gestione, vigilanza e controllo del settore, incluse le attività anti-doping al mantenimento delle infrastrutture ippiche.
Nel dettaglio il documento riporta quindi che, secondo il progetto di bilancio vigente, le spese per gli interventi relativi allo sviluppo del settore ippico saranno pari a 93.759.959 euro nel 2026, 93.809.959 euro nel 2027, e di 89.411.710 euro nel 2028; le sovvenzioni alle società di corse per le attività di organizzazione delle corse ippiche e per i servizi televisivi delle immagini delle corse saranno stabili nei tre anni, pari a 37.648.672 euro. Per le spese connesse alla gestione, vigilanza e controllo del settore ippico sono previsti 21.563.301 euro nel 2026, 21.513.301 nel 2027 e 21.490.665 euro nel 2028.
I corrispettivi per gestione segnale televisivo ed acquisti diritti televisivi esteri sono pari a 10.765.729 euro l'anno nel triennio, così come le spese per vigilanza e controllo tecnico delle corse sono pari a 4.061.250 euro per ognuno dei tre anni.
Le spese per il totalizzatore nazionale per la gestione delle scommesse ippiche sono previste pari a 622 euro l'anno nel triennio, mentre i controlli identificativi cavalli e antidoping costeranno 5.719.000 euro annui nello stesso periodo.
Pari a zero le spese per la realizzazione di un programma di comunicazione per il rilancio dell’ippica, che possono contare solo sul residio impegnato negli anni scorsi, pari a 12.040 euro.
Da ultimo le somme da destinare all’ammodernamento e all’adeguamento degli ippodromi e loro infrastrutture per un riassetto delle attività di organizzazione: anche in tal caso trattasi di un residuo dagli anni precedenti, pari a 1.742.562 euro.
Nel dettaglio, la parte più cospicua del finanziamento riguarda le “trasferimenti correnti a società di corse per la gestione degli impianti”, il pagamento premi, la convenzione con Unirelab per i controlli antidoping, i contributi agli allevatori e le spese per campagne di comunicazione e rilancio del settore. Si tratta di un settore che, pur con lievi variazioni sul triennio, mantiene un peso strutturale importante nel bilancio Masaf, a conferma di una volontà di sostenere la filiera – nonostante una progressiva razionalizzazione ed efficientamento degli interventi.
Guardando i trend, nei tre anni il comparto ippico vede una lieve ma costante riduzione delle risorse totali programmate, effetto della razionalizzazione della spesa pubblica ma anche del processo di modernizzazione e riorganizzazione della filiera. A fronte dei 152,1 milioni di euro del 2026, la previsione scende a circa 151,4 milioni nel 2027 e a poco oltre 147 milioni nel 2028. Questo andamento interessa principalmente la riduzione delle spese per trasferimenti correnti e per alcune attività di gestione. Restano comunque ingenti le risorse dedicate al funzionamento degli ippodromi e alla promozione del settore.
Dal punto di vista della ripartizione delle spese, i costi per il personale assegnato al Dipartimento della Sovranità Alimentare e dell’Ippica rimangono stabili (18.275.859 euro nel 2028) mentre le spese per servizi e consumi mostrano una leggera riduzione, in linea con la ridefinizione delle priorità e la ricerca di efficienza.