La Corte Suprema dell’India esaminerà i ricorsi contro il divieto dei giochi online

ll settore del gaming indiano è sul piede di guerra: gli operatori contestano il Promotion and Regulation of Online Gaming Act 2025, che vieta casinò online, fantasy sport e poker.
Scritto da Redazione

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La Corte Suprema dell’India ha fissato per martedì 4 novembre l’udienza sui ricorsi presentati dagli operatori di gioco online contro il Promotion and Regulation of Online Gaming Act, una legge recentemente approvata che banna tutti i giochi online con denaro reale e i servizi a essi collegati.

L’udienza riunirà diversi procedimenti precedentemente depositati presso le Corti Alte di Karnataka, Madhya Pradesh e Delhi. Il Ministero dell’Elettronica e della Tecnologia dell’Informazione (MeitY) ha chiesto il trasferimento dei casi alla Corte Suprema per evitare decisioni contraddittorie tra i tribunali statali, che avrebbero potuto generare incertezza legale per l’intero settore. Tutti gli altri ricorsi sullo stesso tema verranno ugualmente accorpati e giudicati dal massimo organo giudiziario indiano.

UN DIVIETO IMPROVVISO – Il Promotion and Regulation of Online Gaming Act, 2025 è stato approvato a sorpresa dal Parlamento indiano il 21 agosto e ha ricevuto l’assenso presidenziale il giorno successivo. La norma ha colto di sorpresa l’industria del gaming, poiché non solo vieta i casinò online e i giochi d’azzardo ma anche i giochi di abilità come fantasy sports, eSports e poker, tutti settori che negli ultimi anni avevano registrato una crescita esponenziale in India.

La legge prevede pene severe: fino a tre anni di carcere e multe salate per chiunque offra o promuova giochi online con denaro reale.

GLI OPERATORI INVOCANO LA COSTITUZIONE – Le aziende del settore stanno ora sfidando il provvedimento davanti alla Corte Suprema, sostenendo che il divieto dei giochi di abilità viola l’articolo 19(1)(g) della Costituzione indiana, che garantisce a ogni cittadino il diritto di esercitare qualsiasi professione, mestiere o attività commerciale.

Secondo gli operatori, il governo ha equiparato erroneamente i giochi di abilità al gioco d’azzardo, ignorando numerose sentenze precedenti che avevano riconosciuto la legittimità di piattaforme come quelle di fantasy cricket e poker.

UN SETTORIO MILIARDARIO A RISCHIO – Il mercato dei giochi online in India vale oltre 3 miliardi di dollari e impiega centinaia di migliaia di persone, con una crescita media annua del 20%. Il nuovo divieto mette ora a rischio investimenti internazionali, posti di lavoro e innovazione tecnologica, oltre a compromettere la competitività del Paese in uno dei settori digitali più dinamici del mondo.

Tutti gli occhi saranno quindi puntati sulla Corte Suprema il 4 novembre, una data che potrebbe decidere il futuro dell’intero ecosistema del gaming online in India — tra libertà economica e regolamentazione statale.