La Pietra (Masaf): ‘Al lavoro per il rilancio dell’ippodromo Capannelle’

Il sottosegretario Patrizio La Pietra interviene in merito ai licenziamenti all'ippodromo Capannelle, ma precisa che il Masaf ' non può entrare in un rapporto che riguarda il Campidoglio e il futuro gestore'.
Scritto da Redazione

Il sottosegretario del ministero dell'Agricoltura Patrizio La Pietra © Sito ufficiale Masaf

“Il caos amministrativo in cui l’impianto è piombato dal 2016 in poi con tutti i problemi fra l’allora concessionario, Hippogroup, e il proprietario, il Comune di Roma, sono problemi che si trascinano fino a oggi e che fanno di Hippogroup non più un concessionario ma un custode. Vogliamo che Capannelle sia rilanciato e lavoriamo per questo. Ricordo che se da una parte un custode non fa investimenti, dall’altra Hippogroup ha partecipato alle riunioni preparatorie del nuovo sistema di classificazione degli ippodromi e i criteri sono stati approvati all’unanimità dai gestori delle corse”. 

Parola del sottosegretario del ministero dell'Agricoltura Patrizio La Pietra, che in un'intervista al quotidiano Il Messaggero interviene in merito alla situazione dell'ippodromo romano delle Capannelle, dopo che Hippogroup – che ha “in custodia” l'impianto fino alle fine del 2025 – ha inviato ai sindacati la lettera di apertura della procedura di licenziamento per 29 lavoratori.
 

Licenziamenti motivati dalla società con la fine della custodia, appunto, in attesa degli esiti della manifestazione d'interesse lanciata dal Comune di Roma per la sua gestione e riqualificazione, e con la "crisi aziendale" che attraversa, alla luce anche degli esiti della classificazione degli ippodromi per il 2026 pubblicata pochi giorni fa dal ministero dell'Agricoltura, in cui l'ippodromo capitolino ha perso posizioni sia al galoppo sia al trotto, fatto che incide sulle sovvenzioni ministeriali.

E non va tralasciato che il Comune di Roma entro il 30 novembre dovrà comunicare il gestore per il 2026.

Ma il sottosegretario La Pietra puntualizza: “Non esiste un ‘reddito di ippodromo’. Il Ministero contribuisce al sostegno delle spese per il servizio che si rende all’ippica e agli spettatori. Da due anni abbiamo cambiato i parametri per l’erogazione del finanziamento: addio al 5 percento sul totale dello stanziamento annuo genericamente destinato agli investimenti. Ora abbiamo una cifra che va in conto capitale per gli investimenti e per il 2025 è di 660mila euro. La riduzione è di circa 1 milione sulla spesa corrente. Ma compensata da questi 660mila euro, quindi, semmai la differenza è di 334mila euro. I finanziamenti ora sono determinati dalle valutazioni su qualità e quantità dei servizi che l’ippodromo rende sia alle società di corse che agli spettatori. E quelli di Capannelle non sono certo di primo livello”.

Quanto al futuro di Capannelle, La Pietra sottolinea che le possibilità di intervento del Ministero sono ridotte, in quanto soggetto terzo: “Noi possiamo aiutare ma non sostituirci in un rapporto che riguarda il Campidoglio e il futuro gestore. Il Comune sta facendo quello che doveva fare da almeno tre anni: ha partecipato alle gare per l’acquisto di attrezzature che saranno patrimonializzate nell’ippodromo. Se Capannelle per questi problemi resta ferma, e Torino, per fare un esempio, corre di più e fa più investimenti, sale nella classificazione, ottiene più corse come il Derby di trotto e più finanziamenti”.

La palla passa quindi al Comune di Roma. E intanto, il 7 novembre, è in agenda il primo incontro dei sindacati con Hippogroup, per l'esame congiunto della procedura di licenziamento collettivo.