Alparone (Conferenza Regioni): Lep (e contrasto a dipendenza, anche da gioco) ‘devono essere garantiti dal governo’
Proseguono le audizioni preliminari all’esame della legge di Bilancio iniziate lunedì 3 novembre davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite in seduta congiunta. Un confronto tecnico-politico che oggi, 5 novembre, ha visto protagonisti i rappresentanti degli enti locali, comuni, provincie e regioni, chiamati a esprimere le proprie priorità e criticità in vista della definizione della manovra.
Nessun riferimento diretto al gioco nel corso degli interventi, anche se molti sono stati gli spunti interessanti, soprattutto nelle parole di Marco Alparone, rappresentante della Conferenza delle regioni, che ha aperto il suo intervento ricordando un percorso avviato con la precedente manovra, che "continua con questa nuova legge di bilancio", e sottolineando come “la legge di equilibrio di bilancio lascia un po’ di spazio alle regioni”, citando il Fal, il Fondo anticipazioni liquidazioni e i contributi di finanza pubblica come temi già attenzionati. Ha poi rilanciato la proposta di “creare un fondo che consenta alle regioni a statuto ordinario di coprire la riduzione degli scaglioni Irpef”, estendendo la richiesta anche alle regioni a statuto speciale.
Tra i “chiodi” individuati dalle regioni, Alparone ha citato il Fondo sanitario nazionale, per il quale “non possiamo non riconoscere un incremento significativo rispetto alla precedente manovra”, e il trasporto pubblico locale, che include anche borse di studio e protezione civile: “Speravamo di trovare un riferimento che pare non ci sia per il 2026, siamo qui per dirvi che abbiamo tempo ancora per trovarlo insieme”.
Particolare attenzione è stata riservata ai Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, che secondo Alparone “non si può pensare che possano essere garantiti con i soli contributi delle regioni. Li deve garantire costituzionalmente il governo, e regioni ed enti territoriali possono semmai aggiungere qualcosa con i loro fondi”. Un passaggio che tocca direttamente anche il tema del gioco pubblico e delle dipendenze, ambiti che rientrano nei servizi sociali e sanitari previsti dai lep e dai lea.
Sul fronte del gioco, ci si aspettava un riferimento esplicito alla richiesta di compartecipazione al gettito erariale derivante dal comparto terrestre, avanzata dalla Conferenza delle regioni in vista della legge di Bilancio 2026. La proposta, già formalizzata nei giorni scorsi, prevede una quota del 5 percento “senza vincolo di destinazione”, al netto di aggi e vincite. Tuttavia, nel corso dell’audizione odierna non sono stati fatti cenni diretti al tema. Resta da vedere se nella memoria depositata verrà inserita qualche nota in merito, anche alla luce del recente stanziamento di 80 milioni di euro previsto dal governo come “incremento del fondo per l’attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica in materia di giochi”. Una misura che sembra riequilibrare le risorse dopo l’abrogazione, nella manovra 2025, del fondo e dell’osservatorio per il contrasto al gioco patologico, sostituiti da nuovi strumenti dedicati a “ogni forma di dipendenza”, scelta che ha sollevato numerose critiche.
Giancarlo Righini, coordinatore vicario della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, ha posto l’accento sulla riduzione della copertura del Fal: “La copertura originaria era immaginata in un miliardo e 200 milioni, mentre attualmente è di 600 milioni. Il primo invito che facciamo è il ripristino della copertura finanziaria”, citando le regioni Emilia Romagna, Lazio, Campania e Veneto.
Tra le repliche dei senatori presenti si evidenzia quella di Massimo Garavaglia (Lega) ha sollevato la questione dell’articolo 65, che prevede fondi per gli psicologi ma senza specifiche: “Undici regioni hanno già fatto un piano per la salute mentale. Non ritenete opportuno che si specifichi che una quota vada per questo? Senza questo finanziamento, la legge resta ferma”.
Anche Beatrice Lorenzin (Pd) ha chiesto chiarimenti sulla copertura dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata, e sulla non autosufficienza: “Vorrei capire se riuscite a dare copertura all’aumento dei fabbisogni di salute mentale, per nuovi lea ed extra lea, che sappiamo essere ancora molto forti in alcuni territori”.
In chiusura, rispondendo alle richieste dei commissari, Marco Alparone ha rilanciato la necessità di rivedere i modelli di budget: “Dobbiamo cambiare i modelli di budget. Non ci sono soldi che bastano, anche se le cifre stanziate sono superiori a quanto ci saremmo aspettati. Inutile fare le parti per percentuali e non per misurazione del risultato. In questo il federalismo fiscale potrebbe essere una risposta”.