Regione Valle d’Aosta: Renzo Testolin ancora presidente, ed ecco i membri della Giunta

Concluso il dibattito sul programma di governo, Renzo Testolin è stato eletto presidente della Regione Valle d'Aosta. Scelti gli assessori, ecco i nomi.
Scritto da Redazione

Renzo Testolin, presidente della Regione Valle d'Aosta

Il nuovo presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta è il consigliere Renzo Testolin dell'Union Valdôtaine. Lo ha eletto il Consiglio Valle oggi, 6 novembre 2025, con 21 voti a favore. 

Sono state 7 le schede bianche, 5 le nulle, mentre 1 voto è andato a Laurent Viérin e 1 voto a Marco Carrel.

Nato il 28 marzo 1968, Renzo Testolin è consulente finanziario in un Istituto di credito. Ad Aymavilles è stato consigliere comunale (1995-2000), assessore (2000-2005) e vicesindaco (2005-2010), nonché assessore della Comunità montana Grand-Paradis (2000-2005). 

Eletto per la prima volta in consiglio regionale nel 2013, conferma la sua elezione nel 2018 e nel 2020 con l'Union Valdôtaine. Diventa presidente della Regione il 2 marzo 2023, incarico che ricopre fino al termine della legislatura. Alle elezioni del 28 settembre 2025 è rieletto in Consiglio Valle con 3.808 preferenze, risultando il più votato tra i 35 eletti in Consiglio.

Prima della sua elezione, in mattinata, al consiglio regionale della Valle d'Aosta si è concluso il dibattito sul programma di legislatura 2025-2030 presentato da Renzo Testolin, in cui non sono mancati i riferimenti al futuro del Casinò Saint Vincent.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO – “Voglio esprimere il mio apprezzamento per il programma legislativo, da parte di un'autonoma che non ha mai fatto parte dell'Unione Valdostana", dichiara Luisa Trione, vicepresidente del gruppo AdC-RV-SA. "Si può essere profondamente autonomisti senza appartenere all'UV e lavorare a fianco di altri movimenti autonomisti affinché la specificità della nostra regione sia pienamente riconosciuta, valorizzata e diventi una vera opportunità per tutti. I temi da noi evidenziati come prioritari sono stati inseriti in questo programma di legislatura. Tra gli altri: il contrasto alla crisi demografica e la centralità del ruolo della famiglia; il sostegno alle imprese; gli interventi sul mercato del lavoro per la riqualificazione dei giovani e non, per l’inclusione lavorativa, intesa come forma di valorizzazione delle persone e strumento di autodeterminazione; il ripopolamento delle aree montane. Il programma è ambizioso e sfidante e noi siamo pronti a trasformare le parole in fatti”.

Il vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine, Michel Martinet, evidenzia che “non è una legge elettorale a determinare la partecipazione al voto: la gente si disaffeziona alla politica perché guarda ai comportamenti. La gente ha bisogno di serietà e coerenza e il successo elettorale dell’UV è legato alla nostra capacità di dare risposte concrete sul territorio: è questo che riavvicina la politica ai cittadini. L’accordo che abbiamo stretto con Forza Italia va proprio nella direzione di offrire soluzioni ai valdostani su questioni ferme da troppo tempo. E la scadenza del 2027 rappresenta un’assunzione di responsabilità, perché siamo persone serie. Ho apprezzato l’intervento del collega Lattanzi, che ha ricordato come, se ci sono misure positive per la Valle d’Aosta, il loro gruppo sarà pronto a dare una mano. Noi siamo stati eletti per dare risposte alla Valle d’Aosta e, se i risultati arriveranno, ne beneficeranno tutti i valdostani”.

il consigliere Leonardo Lotto (AdC-RV-SA) sottolinea: “Vogliamo portare avanti la stessa visione della Valle e questo significa che potremo lavorare tutti insieme per raggiungere il risultato – ha osservato . Il programma è dunque condivisibile sui temi. È certamente ambizioso ma abbiamo deciso di raccogliere la sfida. Durante le trattative con il nostro gruppo e l'UV, i punti che abbiamo presentato sono stati tutti accolti e inseriti nel programma di legislatura, il che chi ha spronati a sostenere questa alleanza. Il rientro dei cervelli e il supporto psicologico ai giovani sono tra le mie priorità. Apprezzo l'affermazione della minoranza di voler fare un'opposizione attenta e mai pregiudiziale e spero che sarà al nostro fianco quando presenteremo dei progetti finalizzati a migliorare il benessere dei valdostani. Il partito che rappresento, Azione, ha dato tutto il suo supporto a questo governo e così farà anche nei palazzi romani”.

Il consigliere Marco Carrel (AdC) rimarca: “Pour l'Autonomie non è mai uscita dal progetto politico degli Autonomisti di Centro e, coerentemente con la lista con cui mi sono candidato risultando il primo eletto, mi sono iscritto nel gruppo 'Autonomisti di Centro'. Le anime Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain e Azione hanno poi scelto di uscire dal gruppo per crearne un altro più aderente ai desiderata dell'UV. Una situazione paradossale in cui l'allenatore della Juventus ha imposto al Torino di togliere il capocannoniere e il Toro lo ha fatto! Una procedura davvero poco rispettosa dell'elettorato. Ribadisco ancora una volta che Pia non ha rifiutato l'adesione al neonato gruppo e non si è tolta da nessun tavolo delle trattative, tant'è che ieri ho chiesto esplicitamente di individuare il perimetro di questa maggioranza, ribadendo la mia completa disponibilità a farne parte, anche come semplice consigliere”.

Il consigliere Carlo Marzi (AdC-RV-SA) osserva che “riguardo al progetto degli Autonomisti di Centro, esso era composto da tre anime diverse: Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain e Pour l'Autonomie. Solo due di queste – SA e RV, più Azione – con solo cinque consiglieri, sono rimaste a trattare la proposta politica e programmatica del presidente incaricato. SA avrebbe potuto badare solo a sé stessa con i suoi tre consiglieri, ma abbiamo voluto credere in un progetto politico comune senza chiudere le porte a nessuno. PlA in questo caso ha deciso di venir meno. Avere come riferimento l'area del Centro Autonomista non significa esserne proprietari e quindi la dinamica sui nomi dei gruppi consiliari non ci appartiene. Essere Autonomisti di Centro non è un timbro sulla pelle: per non creare confusione e in una logica di rispetto, abbiamo voluto fare un passo a lato dopo aver creato il gruppo consiliare AdC, cui il consigliere Carrel ha aderito in ultimo, e creare il gruppo AdC-RV-SA.”

Per il consigliere di Forza Italia, Mauro Baccega, “l’accordo politico tra UV e FI è storico e cambia il paradigma della Regione: l’UV, che ha stravinto le elezioni, ha scelto di fissare punti significativi e collaborare con una forza nazionale per portare a compimento dossier fondamentali per il futuro della Valle d’Aosta. È un percorso criticato, ma che può aprire nuovi scenari. E ricordo che FI governa l’Italia all’interno di una coalizione di centro-destra, dove tutti sono importanti. Aver inserito punti chiari nell’accordo politico-programmatico e previsto una commissione di monitoraggio significa dare concretezza e serietà all’azione amministrativa. Siamo lieti di aver contribuito a spostare l’asse della Regione dal PD – che non ha dato risultati – verso un partito di centrodestra come Forza Italia. Siamo sempre stati liberali, autonomisti e moderati, e respingiamo con forza ogni richiamo al fascismo rispetto ai nostri percorsi politici”.

Il capogruppo di AdC-RV-SA, Marco Viérin, afferma: “Questi cinque anni saranno decisivi per il rilancio della nostra regione, sempre più confrontata a sfide globali – ha sottolineato . Il nostro futuro poggia su alcuni pilastri fondamentali come la valorizzazione degli enti locali e del territorio. Anche l’agricoltura, che in Valle d'Aosta può definirsi realmente 'eroica', non è un retaggio del passato ma un settore centrale dal punto di vista economico e di manutenzione del territorio. La crescita passa anche attraverso il sostegno alle famiglie con una politica di riduzione delle tasse. Questi sono solo alcuni punti che abbiamo proposto al tavolo delle trattative e tutti sono stati inseriti nel programma di legislatura. Ora dobbiamo passare alla concretezza, ascoltare i bisogni reali della gente, e rispondere con fatti. Lavoreremo in maniera positiva ed efficace”.

Il consigliere dell’Union Valdôtaine, Luigi Bertschy, va dritto al punto: “I cittadini hanno espresso un voto chiaro, confermando la forza dei movimenti autonomisti e il ruolo centrale dell’UV per il risultato conseguito – Senza l’UV oggi non ci sarebbe un governo regionale: ce ne assumiamo la responsabilità per governare un territorio con potenzialità da sviluppare e criticità da affrontare. Ventuno voti servono a portare avanti proposte di riforma, anche dei lavori del consiglio regionale, che non dovranno essere solo di maggioranza ma condivise. Il voto ci ha detto che i partiti devono coltivare il territorio: la Valle d’Aosta non è solo la plaine, va gestita dai comuni più piccoli a quelli più grandi. Deve essere sempre più rappresentata, altrimenti lo spopolamento sarà inevitabile. Le leggi elettorali perfette non esistono: se l’approccio resta 'la mia è giusta, la vostra è sbagliata', non si andrà lontano. Nell’ultimo quinquennio abbiamo portato avanti un lavoro importante e questa proposta di governo vuole dare continuità ai diversi settori: ce lo chiede la gente per avere interlocutori e maggioranze stabili. L’autonomia sarà al centro della nostra azione”.

Il consigliere Corrado Jordan (UV) ricorda di essere "tra coloro che hanno espresso dubbi sulla formazione di questa maggioranza, non sulla componente autonomista, che con 18 consiglieri rappresenta una maggioranza numerica, cosa di cui noi Unionisti siamo orgogliosi e grati. L'ampliamento di questa maggioranza poggia innanzitutto su obiettivi da raggiungere attraverso il dialogo con il governo italiano, e meno su questioni identitarie e valoriali. Ho accolto con favore i segnali di collaborazione e dialogo inviati dai banchi dell'opposizione, che saranno utili per il buon funzionamento di questa Giunta. I nostri rapporti con Roma devono essere riportati al loro ruolo istituzionale: le nostre rivendicazioni non sono elemosine ma espressione di un diritto. Spero vivamente che questi contatti siano proficui, non solo grazie all'accordo siglato con Forza Italia, ma anche grazie alla corretta collaborazione dei colleghi di Fratelli d'Italia e della Lega".

Ed ecco, in conclusione, le parole del candidato alla Presidenza della Regione, Renzo Testolin: “Il sistema proporzionale ha consegnato un risultato: con i numeri a disposizione era necessario comporre delle scelte. Numeri che hanno dato una base solida di forze autonomiste, arricchita con una componente che rappresenta per noi un’opportunità, non opportunismo, per dare risposte a problematiche ferme da tempo. Le nostre scelte vanno a favore di qualcosa, non contro qualcuno. Abbiamo scelto la continuità per valorizzare il lavoro svolto, nel rispetto delle scelte dell’elettorato e dei risultati degli ultimi cinque anni, aggiungendo nuovi obiettivi legati ai cambiamenti sociali, ambientali e climatici. Il percorso intrapreso è positivo e mira a risolvere questioni rimaste aperte. Il punto di partenza è conoscere punti di forza e debolezza del territorio, per renderlo più sicuro e capace di crescere in infrastrutture, viabilità e qualità della vita. Auspico un lavoro schietto e chiaro, per offrire nuove opportunità alla Valle d’Aosta”.

LA LISTA DEGLI ASSESSORI –  A seguito dell’elezione di Testolin alla Presidenza della Regione, il Consiglio Valle ha provveduto alla nomina dei componenti della 35ª giunta regionale della Valle d’Aosta. L’elezione si è svolta con un’unica votazione: il nuovo Esecutivo regionale ha ottenuto 22 voti a favore e 13 contrari.

La composizione della Giunta è la seguente: Luigi Giovanni Bertschy, assessore allo Sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, con funzioni di vicepresidente della Regione; Leonardo Lotto, assessore agli Affari europei, innovazione, Pnrr, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili; Speranza Girod, assessore all'Agricoltura e risorse naturali; Mauro Baccega, assessore al Bilancio, finanze e politiche creditizie; Erik Lavevaz, assessore all’Istruzione, cultura e politiche identitarie; Davide Sapinet, Assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente; Carlo Marzi, assessore alla Sanità, salute e politiche sociali; Giulio Grosjacques, assessore al Turismo, sport e commercio.