Usa, casinò alla finestra: il Ddl sulla detrazione fiscale per perdite da gioco resta in bilico

Negli Usa sembra allontanarsi la possibilità di ripristinare la detrazione fiscale al 100% per il 2026 per le grosse perdite da gioco, con potenziali gravi conseguenze soprattutto per i casinò.
Scritto da Dd

Casa Bianca, Usa - Foto tratta dal sito Whashington Dc

Rimane in sospeso il ripristino della detrazione fiscale completa sulle perdite da gioco, ridotta quest'anno al 90 percento.

Sono soprattutto i casinò Usa a guardare con interesse la Camera che torna al normale calendario dopo una lunga chiusura del governo, anche se nel frattempo le proposte per annullare la riduzione non hanno fatto passi avanti. Questo nonostante il deputato democratico Morgan McGarvey e il repubblicano Nick LaLota si siano uniti come co-sponsor al disegno di legge; la concorrenza di altre questioni legislative urgenti e le pause festive per il momento riducono le possibilità di approvazione entro la fine dell’anno.

Il contesto è significativo: nel 2025, i giocatori potevano dedurre integralmente le perdite dai loro redditi da gioco, ma dalla prossima annualità, con la riduzione al 90 percento, chi perderà 100.000 dollari sarà tassato su un reddito virtuale di 10.000 dollari mai guadagnati, un "reddito fantasma" che fa temere  pesanti aumenti nella tassazione. Una norma che preoccupa soprattutto i casinò.

La modifica ha già suscitato forti proteste bipartisan, soprattutto da legislatori del Nevada, ma finora nessun voto ha avuto luogo sui disegni di legge presentati alla Camera. 

Il rischio è che se la misura non sarà ripristinata, si prevedono perdite economiche miliardarie per l’industria del gioco regolamentata, e in particolare per i casinò, che contano sulle grandi giocate dei cosiddetti "high roller" (i grandi giocatori) per finanziare le attività di milioni di piccoli giocatori; high roller che, di fronte al rischio di vedersi tassato anche un "reddito fantasma", potrebbero spostarsi verso mercati meno penalizzanti. Si valuta che l’intero settore rischia perdite miliardarie.