Ippodromo Capannelle, Nuovo galoppo Italia: ‘A rischio l’intero comparto’

Nuovo galoppo Italia fa il punto sull'incertezza sul futuro dell'ippodromo Capannelle, fra la procedura di licenziamento in atto e le incognite sul nuovo gestore dell'impianto.
Scritto da Redazione

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Oggi, 2 dicembre, a Roma è in agenda  l'incontro fra Hippogroup e i sindacati sulla procedura di licenziamento collettivo in atto all'ippodromo delle Capannelle, che riguarda 29 dipendenti a tempo indeterminato, e determinerebbe il mancato rinnovo dei contratti degli stagionali e pesanti ripercussioni sull'indotto, per un totale di 800 lavoratori coinvolti.

Ma intanto, l'associazione Nuovo galoppo Italia fa il punto sulla riunione tenutasi ieri al Comune sulla procedura relativa all’avviso pubblico di indagine di mercato per il servizio di gestione, custodia e conduzione dell’impianto sportivo, in scadenza il 5 dicembre alle ore 22.

“Nel corso dell’incontro è emerso un dato ormai evidente: le cifre riportate nell’avviso, in particolare il valore di riferimento di circa 5 milioni di euro annui, non rispecchiano più la reale entità delle sovvenzioni del ministero dell'Agricoltura. L’Amministrazione ha preso coscienza che tale importo è un valore meramente indicativo, costruito sulla base della precedente convenzione, e non più aderente allo scenario attuale”, sottolinea l'associazione.
“È stato chiarito che, allo stato dei fatti, l’unica somma concretamente certa è quella di circa 3,5 milioni di euro, che rappresenta il livello reale delle risorse oggi destinabili all’impianto. Una differenza tale da modificare radicalmente la sostenibilità economica dei piani presentati dalle società che hanno aderito alla procedura.
Questo scostamento, unito agli obblighi previsti dall’avviso, in particolare il mantenimento dei livelli occupazionali e la qualità dei servizi, rende estremamente difficile immaginare l’ingresso di un nuovo gestore a condizioni considerate fuori da ogni logica di mercato”.

Nel comunicato quindi si legge: “Il Comune ha comunicato che le buste saranno aperte il 6 dicembre. Solo allora si saprà se vi è un operatore economico disposto a subentrare nella gestione, custodia e conduzione dell’impianto alle condizioni fissate nell’avviso. Alla luce del quadro attuale, l’ipotesi appare complessa.
Nel frattempo, mentre i sindacati legittimamente tutelano i livelli occupazionali, nessuno sembra considerare le ripercussioni sugli operatori del galoppo: allenatori, proprietari, fantini, artieri e lavoratori dell’indotto, che rischiano di pagare il prezzo più alto in termini di continuità lavorativa e prospettive future.
Resta forte la preoccupazione che l’ennesimo cortocircuito amministrativo, sommato alla riduzione delle risorse e all’incertezza sulla futura gestione, continui a mettere in difficoltà l’intero comparto del galoppo romano”.