Seminario I-Com, Poso (Adm): ‘Riordino a breve, centrale la protezione del giocatore’
Un riordino del gioco fisico a breve, che veda fra i suoi pilastri il contrasto al gioco illegale, la protezione del giocatore e contempli anche un riequilibrio della tassazione, passando dalla qualificazione dei punti di offerta fisici, che sostanzialmente dovrebbero generare quella sorta di distanza giuridica che si contrappone a quella che è la distanza fisica.
È l'auspicio espresso da Elisabetta Poso, dirigente dell’Ufficio Apparecchi da intrattenimento della Direzione Giochi dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel corso del seminario pubblico “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026", organizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com) in collaborazione con Brightstar Lottery oggi, mercoledì 3 dicembre.
“Il riordino del fisico è importante, perché la normativa nel settore del gioco fisico è datata e frammentaria: tutto l'impianto, tutto quello degli apparecchi d'intrattenimento, ma anche negli altri settori, risale a quella che è stata la grande bonifica che c'è stata all'inizio degli anni 2000. Con qualche intervento successivo, soprattutto sul piano della tassazione, siamo arrivati alla situazione attuale.
Nello studio presentato oggi non è stata messa in relazione, in comparazione, la diversità delle basi imponibili che per esempio è stata evocata in alcuni interventi, in cui è evidente che soprattutto sul settore delle slot la tassazione del 24 percento che c'è sulle Awp, che appunto nasceva come poco più del 12 percento, attualmente – se calcolata sul margine – grava appunto intorno al 67 percento.
Questo, se per anni ha consentito comunque l'incremento dell'entrata erariale – che nonostante i cali di raccolta si è mantenuta piuttosto stabile, se non addirittura in aumento – ora non è più così, perché negli ultimi due anni abbiamo assistito alla riduzione annuale dell'entrata erariale sull'Awp, che era il settore che maggiormente resisteva agli incrementi, perché si riteneva che la domanda fosse rigida e quindi gli aumenti di tassazione non provocassero delle riduzioni della domanda.
In realtà, dopo che c'è stata l'inversione della raccolta tra gioco online e gioco fisico, ci siamo resi conto che non si può più considerare rigida questa domanda, perché c'è stato un vero e proprio effetto di sostituzione.
Ovviamente il settore delle slot presentate sul canale a distanza presenta tutta una serie di vantaggi in termini di pay out e soprattutto in termini di tassazione, perché le due cose ovviamente vanno insieme. Quindi sostanzialmente qualunque tipo di intervento debba essere fatto sulla tassazione, sicuramente è in termini di riequilibrio, che poi è uno dei principi che sono stati introdotti dalla legge fiscale, ma soprattutto volto a colmare questa riduzione di entrata che c'è stata negli ultimi due anni.
Secondo me, secondo le proposte tecniche che noi stiamo studiando, ci sono dei margini per poter operare questo riequilibrio, perché le stesse slot machine che prima davano un minimo del 70 percento di pay out, ora sono sotto il 65 percento, e questo ha generato una riduzione dell'entrata, quindi attualmente non è già a costo zero, perché ogni anno si perdono circa 300 milioni di entrate erariali, quindi è ovvio che la Manovra non potrà che essere quella di cercare di ridurre questo disequilibrio che si sta generando anno per anno”, spiega Poso.
La dirigente dell'Adm quindi rimarca: “Tornando poi agli altri due pilastri che guideranno il riordino del gioco fisico, questi sono ovviamente quello del contrasto al gioco illegale e quello della protezione del giocatore. Sostanzialmente tutte le misure vanno verso questi due obiettivi.
Sicuramente il rafforzamento delle misure di contrasto a gioco illegale andranno indubbiamente, come anzi è stato detto, attraverso un rinnovamento, un aggiornamento di tutto l'impianto sanzionatorio, che in questo è piuttosto datato, e di un rinnovamento del prodotto.
Centrale è la sicurizzazione del prodotto, sia dal punto di vista proprio dell'infrastruttura, sia dal punto di vista delle misure di protezione del giocatore. Ma queste misure di protezione del giocatore dovranno andare sicuramente su dei profili qualitativi, non solo semplicistici come appunto delle distanze e degli orari, ma dovranno andare a introdurre delle misure molto simili a quelle che sono contenute nel gioco online, dove chiaramente per prime si sono sviluppate delle misure di protezione del giocatore. Sicuramente non potranno essere identiche, dovranno essere adattate alla particolare situazione del gioco a terra, dove ricordiamo c'è anche un maggiore ruolo degli operatori, perché nei ruoli fisici dove il gioco si offre c'è un'importante presenza degli operatori attraverso i quali possono essere messi in campo delle misure di protezione.
Infatti nelle proposte che noi stiamo facendo, tecniche contenute nello schema normativo che noi stiamo portando avanti e proponendo al Ministero, ci sono sicuramente delle misure di qualificazione dei punti di offerta fisici, che sostanzialmente dovrebbero generare quella sorta di distanza giuridica che si contrappone a quella che è la distanza fisica. La distanza giuridica sta proprio nella particolare qualificazione dell'operatore che è in grado di intercettare quelle che sono le derive del gioco patologico. Oltre alla formazione ci possono essere direttamente sui prodotti di gioco una serie di misure di autocontrollo del giocatore, come per esempio la possibilità di introdurre delle autolimitazioni di tempo di spesa, messaggi sicuramente, l'introduzione di modalità di autoesclusione simili a quelle che ci sono nel gioco fisico, ma tutte queste misure devono costituire un pacchetto equilibrato e ben bilanciato, altrimenti si ottiene l'effetto contrario a quello che si vuole ottenere”.
L'obiettivo, conclude Poso, “è quello di comunque mantenere il giocatore all'interno di un quadro legale, del gioco legale, e quindi misure troppo invasive, troppo pesanti, potrebbero paradossalmente ottenere l'effetto opposto, dirottando involontariamente il giocatore verso quello che è il gioco illegale, dove chiaramente l'accesso è più semplice, non ci sarebbero limitazioni, il ritorno in vincite sarebbe più alto, ma non ci sarebbe questo scudo, questa protezione nei confronti del giocatore.
Noi auspichiamo che si porti a conclusione in tempi brevi; la riforma non dipende direttamente dall'attività dell'Agenzia, perché l'Agenzia sta lavorando sulle proposte, già da pochi giorni dopo l'uscita della legge delega.
Era stato presentato un progetto unitario, poi è stato diviso tra regolazione del gioco online e fisico, ovviamente i due settori sono strettamente interconnessi, quindi le riforme devono andare tutte in porto in tempi strettamente collegati.
Siamo molto confidenti che siamo arrivati a un punto di arrivo, di conclusione anche della trattativa con gli Enti locali e le Regioni: stiamo tentando di mettere insieme un quadro equilibrato e bilanciato, avvalendoci anche delle proposte degli operatori, infatti lo spunto alla partecipazione è stato raccolto, noi teniamo continuamente incontri e riunioni, partecipiamo agli eventi come questo, dove prendiamo gli spunti necessari, perché è fondamentale che le misure che si mettono in campo tengano conto di quelle che sono le proposte tecniche che sul mercato possono essere offerte, ce ne sono molte che possono essere utili allo scopo”.