Seminario I-Com, Pucci (Astro): ‘Coinvolgere il settore nel riordino del gioco’

Al seminario dell'I-Com il presidente di Astro, Massimiliano Pucci, auspica coinvolgimento del settore nel riordino del gioco fisico, senza interventi 'calati dall'alto', che il nuovo venga 'messo a sistema con l'esistente' e la tassazione sul cassetto.
Scritto da Redazione

Il presidente dell'associazione Astro, Massimiliano Pucci

Un'omogenizzazione dei regimi fiscali.

A chiederla è il presidente dell'associazione Astro, Massimiliano Pucci, nel suo intervento al seminario pubblico “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026”, organizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com) in collaborazione con Brightstar Lottery oggi, mercoledì 3 dicembre. 

“Sono anni che il settore del gioco fisico chiede di passare a una tassazione sul cassetto, perché renderebbe finalmente un pochino più competitive le aziende. Pensate a quanto, giocando sui pay out, le aziende possono ritornare sul mercato con delle potenzialità che oggi non hanno. Farebbe di nuovo ritornare le entrate statali ed erariali sul fisico ai livelli pre-Covid, ma più che altro libererebbe anche un po' di energia all'interno del settore, un pochino di concorrenza fatta anche attraverso i pay out sarebbe auspicabile”, rimarca Pucci.

C'è anche un effetto comunicativo non secondario. “L'impressione che ancora oggi hanno i cittadini italiani è che questo settore paghi il 24 percento di tasse; passando alla tassazione sul cassetto a quel punto verrebbe chiarissimo quello che è il carico fiscale per il settore che si aggira intorno al 67-68 percento, forse la tassazione più alta che esiste in Europa. Sul discorso è importante anche la sostenibilità della tassazione.

Abbiamo raggiunto il three point, oltre questo non si può tassare più nulla. Non ricordo bene come abbiamo iniziato la legalizzazione, se sotto il 13 percento: oggi siamo al 24 percento.

Sono convinto che uno dei motivi della crisi del gioco fisico sicuramente è legato alle limitazioni territoriali, alla vetustà del prodotto, probabilmente alla concorrenza del gioco online, ma credo che questo break point raggiunto con la tassazione sul gioco fisico stia disincentivando molte aziende”, commenta il presidente di Astro.

Nell'ultima parte del suo intervento poi Pucci si concentra sull'esigenza di stabilità, perché senza di essa “non c'è mercato, non c'è certezza negli investimenti, ed è il momento che quella stabilità transiti anche all'interno del riordino fisico.

Qui c'è una carenza di confronto tra il Governo e il settore, una carenza che potrebbe diventare molto molto pericolosa perché, al netto del fatto che mi è quasi impossibile parlare del progetto di riordino, io non conosco minimamente i precetti contenuti in questa fase di riforma.

E l'impressione che ho è che non deve calare dall'alto, deve essere coinvolto il settore, altrimenti ci potrebbero essere delle problematiche che già sta vivendo il settore dei balneari. Ci sono attività esistenti da molti anni, quindi questo riordino deve necessariamente essere messo a sistema con l'esistente. Una riduzione verticale che cada dall'alto rischierebbe veramente mettere fuori gioco aziende, numeri, dipendenti, quindi sarebbe opportuno coinvolgere il settore, potendo anche partire da un discorso di contingentamento orizzontale.

Faccio un esempio: è meglio ridurre le singole macchine all'interno di un pubblico esercizio che il pubblico esercizio o la sala, perché? Perché dietro una sala c'è una partita Iva, perché dietro una partita Iva ci sono tanti posti di lavoro.

L'auspicio è che il prossimo anno possiamo trovarci qui e che tutte queste cose che ci siamo dette possono essere tradotte, ma l'auspicio è che possiamo far parte di quell'interlocuzione per un motivo semplicissimo: dopo vent'anni noi il deserto l'abbiamo attraversato, quello che andava fatto è stato fatto, l'alternativa nostra è quel convitato di pietra che aumenterebbe i livelli di illegalità, diminuirebbe le proprietà reali, ma più che altro creerebbe quel caos di cui questo settore non ha bisogno”.