Corte d’appello: ‘Casinò Venezia risarcisca cinque clienti truffati dal broker’
Circa un mese fa, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal Casinò di Venezia contro la sanzione amministrativa di 250mila euro comminata dal ministero di Economia e finanze per la violazione della disciplina antiriciclaggio e l’omessa segnalazione di operazioni sospette in relazione ai rapporti intrattenuti con un broker che fra il 2011 e il 2015 si giocò circa 4 milioni di euro, pagando con assegni circolari emessi da venti diverse banche.
Ora, secondo quanto si legge sul Corriere di Bologna (Corriere della sera), la Corte civile d'appello di Bologna ha stabilito che la C.Di.V.G. Spa, che gestisce la casa da gioco, dovrà risarcire cinque ex clienti del broker per un totale di 336.000 euro, in quanto “responsabile di indebito oggettivo” (ai sensi dell'articolo n. 2033 del Codice civile, che disciplina l'obbligazione di restituzione quando manca una causa giustificativa del pagamento).
Secondo quanto riporta la sentenza, è evidente “l’assoluta ignoranza dei truffati circa non solo il fatto che le somme di cui agli assegni sarebbero state impiegate dal broker per l’acquisto di mezzi di gioco, ma anche che il beneficiario indicato dagli assegni stessi fosse, in realtà, il casinò di Venezia” (indicato solo con la sigla C.Di.V.G Spa).
Il Casinò di Venezia ora dovrà pagare a cinque ex clienti del broker 336 mila euro di soldi incassati indebitamente, per la condanna in solido con lui, “limitatamente agli importi percepiti realmente”.
Il broker invece non ha beni mobili o immobili per risarcire con circa 1 milione e mezzo le persone che ha truffato secondo quanto stabilito dal Tribunale di Forlì nel 2022.