Ippodromo Capannelle, Nuovo galoppo Italia al Masaf: ‘Sbagliato spostare le corse’
“Appare quantomeno discutibile che il Ministero abbia adottato provvedimenti così determinanti, arrivando a spostare giornate di corse a distanze di 300, 500 e oltre 600 chilometri da Roma, con ricadute evidenti sugli operatori, sui cavalli e sull’organizzazione complessiva dell’attività. Un comportamento che, nelle modalità e nei tempi, riteniamo irresponsabile.”
Lo scrive in un comunicato stampa l'associazione Nuovo galoppo Italia dopo la decisione del ministero dell'Agricoltura di modificare il calendario nazionale delle corse ippiche e in particolare dell'ippodromo romano delle Capannelle, in attesa degli esiti della procedura negoziata per l’affidamento della gestione dell'impianto nel 2026 pubblicata dal Comune di Roma dopo che due operatori economici – entro i termini stabiliti – hanno manifestato interesse a partecipare all’indagine di mercato lanciata alla fine di novembre.
La scadenza della presentazione delle offerte è fissata per il 17 dicembre alle ore 22, l'apertura delle buste per il giorno successivo alle 9.30.
Nuovo galoppo Italia quindi ritiene “inopportuno e prematuro esprimere valutazioni definitive prima di tale data”. E manifesta il proprio disappunto per la sua esclusione, da parte del ministero dell'Agricoltura, da ogni interlocuzione istituzionale: “Rappresenta un fatto grave e difficilmente comprensibile, soprattutto in un momento in cui sarebbero necessari ascolto, equilibrio e condivisione delle scelte”, scrive l'associazione.
Quindi “Nuovo galoppo Italia ribadisce di essere pronta ad agire e a intervenire in maniera determinata qualora non emergano posizioni chiare e trasparenti e qualora non vi siano offerte legittime per il proseguimento dell’attività.
In ogni caso, Nuovo galoppo Italia tutelerà i propri associati e tutti gli operatori del settore in tutte le sedi opportune, affinché possano continuare a svolgere la propria attività, e si adopererà concretamente per questo obiettivo.
Non possiamo inoltre dimenticare che l’attività di Hippogroup Capannelle avrebbe potuto continuare a svolgersi regolarmente, in regime transitorio e in attesa dell’espletamento del bando definitivo, se non fosse intervenuta una riduzione sostanziale e drastica della convenzione economica disposta dal Ministero. Una riduzione che ha inciso in modo diretto e determinante sull’equilibrio economico-finanziario della gestione, compromettendo la possibilità di garantire la continuità dell’attività ippica”.
L'associazione quindi rimarca: “Per quanto ci riguarda, al netto della complessità delle vicende che si sono susseguite, la responsabilità è una e una sola: quella della Direzione generale per l'ippica del Ministero, che ha adottato una classificazione economica errata, collocando l’ippodromo di Capannelle in una posizione penalizzante e assimilabile a quella di società che gestivano direttamente l’impianto, quando Hippogroup Capannelle riveste esclusivamente il ruolo di custode.
Una scelta che giudichiamo sbagliata e che ha prodotto conseguenze pesanti sull’intero sistema.
Nuovo galoppo Italia continuerà ad agire con serietà, responsabilità e determinazione, nell’interesse esclusivo degli operatori e del futuro del galoppo italiano”.