Regno Unito, a gennaio 2026 dibattito alla Camera sulla riforma del gioco terrestre
Cosa succede, e cosa succederà, all'industria del gioco del Regno Unito, per anni ritenuta una delle più floride del settore?La domanda è d'obbligo, non solo alla luce della legge di Bilancio presentata dal Governo laburista che vedrà aumentare l'aliquota dell'imposta sul gioco online dal 21 al 40 percento a partire dal 1° aprile 2026, scatenando un pericoloso effetto domino su tutto il comparto, come paventato dagli operatori, stime alla mano.
Per l'8 gennaio del 2026 difatti presso l'Aula della Camera dei Comuni (la House of Commons, la “camera bassa” e più potente del Parlamento del Regno Unito, che fra le sue prerogative ha anche quella di istituire nuove tasse) è in agenda un dibattito parlamentare sulla riforma del gioco terrestre, il cosiddetto “high street gambling”.
A stimolare il dibattito in materia è stata la deputata laburista Dawn Butler, che l'estate scorsa è salita alla ribalta per aver esortava il Governo ad affrontare la "rapida diffusione" delle agenzie di scommesse nelle vie principali del Paese.
Come? Schierandosi contro la clausola "Aim to permit", che limita il potere dei consigli locali di rifiutare le domande di apertura di nuove sale da gioco.
Come recita il popolare adagio, "tutto il mondo è paese", quindi: anche il Regno Unito, come l'Italia, non è esente dal tentativo di ridurre l'offerta di gioco fisico, con tutte le conseguenze del caso. Per le imprese, i lavoratori del settore, e ovviamente per l'Erario.