Perché i raid aerei thailandesi contro la Cambogia si concentrano sui casinò?

Il fatto che le forze aeree di Bangkok colpiscano spesso le case da gioco vicino al confine lascia pensare che ci sia una strategia ben precisa.
Scritto da Redazione

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La tensione crescente tra Thailandia e Cambogia sembra estendersi ben oltre il piano militare, arrivando a colpire uno dei settori economici più sensibili del confine: l’industria dei casinò. I raid aerei condotti nella giornata di oggi, venerdì 19 dicembre, nei pressi di Poipet, città cambogiana simbolo del gioco transfrontaliero, appaiono infatti tutt’altro che casuali.

Poipet non è solo un nodo geografico strategico ma rappresenta una leva economica cruciale per la Cambogia. I suoi casinò attirano da anni un flusso costante di giocatori thailandesi, alimentando entrate fiscali e occupazione locale. Colpire — direttamente o indirettamente — quest’area significa esercitare una pressione economica mirata su uno dei punti di forza del Paese vicino.

UNA STRATEGIA BEN PRECISA – Le autorità cambogiane sostengono che gli attacchi abbiano interessato zone urbane prossime a strutture commerciali e al principale valico di frontiera. Bangkok, dal canto suo, parla di un’operazione contro un sito logistico militare. Tuttavia, la coincidenza geografica con il distretto dei casinò e il fatto che altre sale da gioco lungo il confine siano state danneggiate nelle ultime settimane rafforzano l’ipotesi di una strategia più ampia.

L’effetto immediato è evidente: la chiusura dei checkpoint terrestri ha bloccato migliaia di cittadini thailandesi a Poipet, interrompendo il traffico che sostiene l’intero ecosistema del gaming locale. Un colpo che va oltre il piano militare e che incide direttamente su turismo, intrattenimento e liquidità delle sale da gioco.

In questo contesto, i casinò diventano obiettivi indiretti ma altamente simbolici: non solo luoghi fisici ma snodi economici e sociali. Anche senza colpire deliberatamente le strutture, limitarne l’accesso e destabilizzarne l’operatività equivale a esercitare una forma di pressione asimmetrica sulla Cambogia.

Alcuni operatori di primo piano, come Dna Star Vegas Resort, non hanno segnalato danni diretti ma il clima di incertezza pesa sull’intero comparto del gioco di confine, già vulnerabile per natura a decisioni politiche e diplomatiche.

Mentre Asean, Cina, Stati Uniti e Unione Europea intensificano gli sforzi per un cessate il fuoco, la prosecuzione delle operazioni militari suggerisce che la crisi sia ancora lontana da una soluzione. E nel mezzo di questo braccio di ferro regionale, il settore dei casinò di Poipet emerge come uno dei fronti più esposti, dove geopolitica ed economia del gioco si intrecciano in modo sempre più evidente.