Guerra al confine fra Thailandia e Cambogia, distrutti tre casinò
"Il Paese continuerà a compiere azioni militari finché non sentiremo più danni e minacce alla nostra terra e al nostro popolo".
È categorico il primo ministro thailandese Anutin Charnviraku nel difendere le operazioni militari portate avanti in questi giorni in Cambogia, per il riaccendersi di una disputa di lunga data sulla demarcazione coloniale del loro confine di 800 chilometri, che ha portato allo sfollamento di circa mezzo milione di persone da entrambe le parti.
Fra gli edifici presi di mira dall'aviazione thailandese lungo il confine come riportato da molte testate giornalistiche ci sono anche i casinò cambogiani, strutture grande e robuste costruite lungo la frontiera, che potrebbero essere usate per fini militari.
Una possibilità che appare concreta visto che la Royal Thai Army sembrerebbe avere bombardato, con un F-16, non solamente una casa sa gioco forse utilizzata come base militare e armeria dall'esercito cambogiano, come trapelato qualche giorno fa, ma addirittura tre.
Secondo quanto si legge sul sito Asia Times, Bangkok spera di annientare la presunta capacità del nemico di lanciare droni armati dai complessi della zona di confine e di accumulare razzi, mortai e altre armi.
I grandi casinò dalle pareti bianche sono facili bersagli tra le verdi foreste e la brulla macchia, perché la Cambogia non ha un'aeronautica militare efficace a difenderli.
Le forze armate thailandesi hanno affermato di aver ridotto al minimo i danni durante il bombardamento dei tre casinò cambogiani, poiché all'interno potrebbero esserci stati dei civili.
Dal canto suo, il ministro dell'Informazione cambogiano Neth Pheaktra ha dichiarato che le forze thailandesi hanno "esteso i loro attacchi per includere infrastrutture civili e civili cambogiani".
L'escalation bellica è confinata a ristrette zone di confine lungo le province nord-orientali thailandesi di Surin, Buriram, Sisaket, Ubon Ratchathani e Trat, oltre alle province cambogiane sul lato opposto delle foreste e delle ripide scogliere di confine.