Manovra 2026: dall’opposizione emendamenti e Odg su Preu, pubblicità gioco e contrasto Gap
Nonostante fosse chiara l'intenzione del governo di porre la questione di fiducia i partiti di opposizione nei giorni scorsi hanno provato a proporre modifiche al testo della Legge di Bilancio 2026 approvato la scorsa settimana dall'Aula del Senato. Come è noto, tuttavia, la fiducia consentirà all'iter del testo di procedere senza modifiche, consentendo all'esecutivo di rispettare i tempi ormai strettissimi per l'approvazione e per evitare l’esercizio provvisorio.
Tra i testi presentati dalle opposizioni in commissione Bilancio alla Camera sono numerosi quelli che riguardano il gioco pubblico. Partiamo dagli ordini del giorno che verranno votato solo dopo il voto di fiducia e che, in ogno caso, non modificheranno il testo della legge. Si tratta, infatti, di atti parlamentari con i quali si chiede al governo di assumere determinati impegni o orientamenti su aspetti specifici del provvedimento in discussione.
GLI ORDINI DEL GIORNO RELATIVI AL GIOCO – Guardando ai testi degli ordini del giorno la proposta principale prevede che, a partire dal primo gennaio 2026, le aliquote del prelievo erariale unico vengano rideterminate in modo netto, fissando il prelievo per gli apparecchi Awp al 24,5 percento delle somme giocate, mentre per le Vlt l'aliquota verrebbe stabilita nella misura del 9 percento. Questo incremento della pressione fiscale sulle macchine da gioco fisica è finalizzato a generare maggiori entrate valutate in 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, fondi che non resterebbero nella disponibilità generica dello Stato ma verrebbero vincolati a scopi sanitari precisi, come l'istituzione, presso il Ministero della salute, del Fondo per il gioco d’azzardo patologico, una riserva finanziaria dedicata esclusivamente alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione per i soggetti affetti da questa dipendenza, seguendo i criteri definiti dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Oltre all'aspetto puramente economico, le mozioni propongono un cambiamento strutturale nella governance del settore attraverso la creazione di un nuovo osservatorio dedicato presso il Ministero della salute, che opererebbe senza costi aggiuntivi per le casse pubbliche utilizzando risorse umane e strumentali già esistenti. Un passaggio fondamentale di questa riforma istituzionale sarebbe il trasferimento delle funzioni di monitoraggio sul gioco d'azzardo attualmente in capo all'Osservatorio nazionale sulle tossicodipendenze verso questa nuova struttura, centralizzando così l'attività di controllo e contrasto in un unico ente specializzato presso la Sanità.
Questi i testi integrali degli ordini del gioco:
La Camera,
premesso che:
anche con il provvedimento all’esame vi è stata la scelta scellerata di aumentare l’offerta a disposizione dei giocatori per fare cassa e reperire risorse; più in particolare, è prevista l’introduzione di un nuovo "gioco numerico a totalizzatore nazionale" denominato Win For Italia Team, la cui quota di gettito erariale derivante dalla raccolta del gioco sarà destinato al "finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano", in particolare per i progetti del Team Italia impegnato nei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026;
già nel 2024 era stata introdotta la quarta estrazione settimanale del Lotto per sostenere la ricostruzione della Romagna investita da una pesante alluvione: tutte offerte annunciate come temporanee e con uno scopo benefico, salvo poi diventare strutturali all’indomani dell’emergenza;
accostare l’azzardo ai colori dello sport e dei grandi eventi, oltre a rappresentare, ad avviso del firmatario del presente atto, un danno alla salute dei cittadini, compromette la cultura stessa dello sport, piegandone la valenza a fini puramente economici e comunque incompatibili con un’attività che produce dipendenza, fragilità sociali e gravi ricadute sulle persone e sulle comunità;
con la scorsa legge di bilancio, con fare, ad avviso del presentatore del presente atto, a dir poco scellerato, era stato cancellato l’Osservatorio sul gioco d’azzardo istituito presso il Ministero della salute, ed era stato distratto il Fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico, inglobandolo con meno risorse in un generico fondo per le dipendenze patologiche;
la raccolta di gioco d’azzardo è ormai fuori controllo e la cifra record di 157 miliardi di euro di giocate registrata nel 2024, sarà presto superata dai dati del 2025;
il gioco d’azzardo patologico ha raggiunto in Italia proporzioni di emergenza sociale, coinvolgendo, secondo i dati epidemiologici 2024-2025, circa un milione e mezzo di cittadini, con un impatto devastante sulla tenuta socio-economica delle famiglie e un costo per il Servizio sanitario nazionale stimato in oltre 30.000 euro annui per ogni giocatore problematico;
la spinta verso la digitalizzazione del gioco online ha reso i minori e le fasce vulnerabili drammaticamente esposti a meccanismi di addiction sempre più aggressivi, eludendo spesso i già fragili sistemi di controllo territoriale;
la raccolta complessiva dei giochi d’azzardo nel corso del 2025 ha evidenziato una sproporzione inaccettabile tra i volumi d’affari del settore e il contributo fiscale effettivamente destinato alle politiche di prevenzione e cura delle dipendenze;
i dati sulla diffusione dell’azzardo da anni mostrano situazioni al limite e territori con crescite vertiginose di raccolta e quote pro capite fuori da ogni tollerabilità; inoltre ogni report degli istituti di ricerca, mostra come "normalizzato" il dato dell’accesso dei minori all’acquisto di forme di azzardo;
le attuali aliquote del prelievo erariale unico (Preu) risultano insufficienti a esercitare una reale funzione di deterrenza e non riflettono l’esternalità negativa prodotta dal comparto sull’intera collettività;
il progressivo indebolimento, e finanche la soppressione, delle disposizioni del cosiddetto «Decreto Dignità» con particolare riguardo al divieto assoluto di pubblicità, minacciano in maniera intollerabile e inaccettabile la protezione dei minori e dei soggetti a rischio;
non vi sono state ragioni epidemiologiche o di contrazione del fenomeno del gioco d’azzardo tali da indurre all’abrogazione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno dell’azzardo, per altro organo consultivo del Ministro della salute;
è dovere inderogabile dello Stato anteporre la tutela della salute pubblica di cui all’articolo 32 della Costituzione e la dignità umana a qualsiasi interesse aberrante di cassa o logica di mercato,
impegna il Governo
a rivedere le misure richiamate in premessa adottando le opportune iniziative normative volte a:
un incremento strutturale del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT) e sulle scommesse a distanza, innalzando sensibilmente l’aliquota della raccolta per gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del TULPS;
rafforzare il divieto assoluto di pubblicità diretta e indiretta per i giochi con vincita in denaro, contrastando qualsiasi tentativo di deroga o allentamento in sede nazionale ed europea, e prevedendo sanzioni pecuniarie e interdittive raddoppiate per i trasgressori;
rifinanziare in modo strutturale il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (Gap) con una quota non inferiore a 200 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, vincolando tali risorse all’implementazione di centri di ascolto, presidi SerD dedicati e campagne di screening precoce nelle scuole;
introdurre l’obbligo di sistemi di identificazione biometrica o tramite Spid/Cie per l’attivazione di qualsiasi sessione di gioco (sia fisica che online), al fine di impedire categoricamente l’accesso ai minori e ai soggetti che hanno richiesto l’auto-esclusione;
ridefinire l’Osservatorio nella sua composizione e nei propri ruoli e scopi: monitorare il fenomeno su panorama nazionale, verificare e monitorare i piani regionali di prevenzione uniformandone programmazione ed attuazione, produrre report di buone prassi ed efficacia evidence-based cui dare continuità nei territori regionali;
dotare gli esercizi commerciali di strumenti di accesso al gioco d’azzardo, come la tessera sanitaria, per una verifica dei dati personali che possa riguardare la maggiore età e l’autoesclusione, al fine di consentire anche il controllo incrociato da parte dell’Agenzia delle entrate e prevenire l’immissione di denaro proveniente da sistemi illeciti all’interno del gioco d’azzardo legale.
9/2750/66 – Quartini (M5S)
La Camera,
premesso che:
il settore del gioco d’azzardo in Italia continua a manifestare dimensioni economiche di assoluta rilevanza, con una raccolta complessiva che, secondo dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) e analisi recenti, ha raggiunto circa 157 miliardi di euro nel 2024, con una crescita certificata e una significativa espansione del canale online (che supera il 58 per cento del totale);
il notevole volume d’affari del settore è accompagnato da un impatto sociale ed economico assai controverso, con un aumento preoccupante dei costi sanitari e sociali connessi al Disturbo da Gioco d’Azzardo (Dga) e l’insorgenza di fenomeni di crisi debitoria e di infiltrazioni della criminalità organizzata, come evidenziato da numerose analisi e segnalazioni (incluse quelle di operazioni sospette che, secondo la UIF, mostrano un incremento nel primo semestre 2025);
il gettito derivante dalle imposte sui giochi nel periodo cumulativo tra gennaio e settembre 2025 ammonta a 7,06 miliardi di euro. Nel solo terzo trimestre, il settore ha registrato un gettito di circa 2,3 miliardi di euro;
per una corretta valutazione dell’impatto economico e sociale della regolamentazione e della pressione fiscale è indispensabile disporre di dati disaggregati e aggiornati che permettano di cogliere le significative disparità territoriali (con alcuni comuni che mostrano valori di giocata pro capite online ben superiori alla media nazionale) e di comprendere la reale ripartizione della ricchezza prodotta;
il disturbo da gioco d’azzardo patologico (GAP) è riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come una forma di dipendenza grave, con rilevanti ricadute sanitarie, sociali ed economiche sulle persone, sulle famiglie e sulle comunità locali;
negli ultimi anni il fenomeno del gioco d’azzardo ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti, richiedendo politiche pubbliche specifiche, continuative e dotate di adeguate risorse finanziarie, in particolare per le attività di prevenzione, cura e riabilitazione;
il Fondo per il gioco d’azzardo patologico, istituito nel 2016, ha rappresentato uno strumento fondamentale non solo sotto il profilo finanziario, ma anche sotto quello della programmazione e della visibilità istituzionale delle politiche di contrasto alla ludopatia, garantendo alle regioni risorse certe e vincolate;
la legge di bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha soppresso il Fondo autonomo per il Gap e l’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo, accorpandone le funzioni e le risorse in strumenti più ampi e generalisti, con il rischio di indebolire l’attenzione specifica verso questa forma di dipendenza;
il prelievo erariale unico (Preu) sugli apparecchi Awp e Vlt costituisce uno strumento idoneo non solo al finanziamento della finanza pubblica, ma anche all’orientamento delle politiche di contrasto ai rischi sociali connessi al gioco d’azzardo;
è importante incrementare le risorse destinate al contrasto del GAP per rafforzare l’equità del sistema, anche tenendo conto che sarebbe opportuno che i costi sociali del gioco d’azzardo gravassero sui proventi generati dal settore stesso;
una governance chiara e specializzata, incardinata presso il Ministero della salute e in raccordo con le regioni e gli enti locali, è essenziale per garantire l’efficacia delle politiche di prevenzione e cura,
impegna il Governo:
a valutare attentamente la portata applicativa delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 151 e 152, del provvedimento, che introducono un nuovo gioco numerico a totalizzatore nazionale denominato «Win for Italia Team», verificandone gli effetti complessivi, anche sotto il profilo delle ricadute sociali, sanitarie e territoriali, con particolare riferimento al rischio di incremento dei fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo;
a rideterminare le aliquote del prelievo erariale unico sugli apparecchi Awp e Vlt, assicurando che le maggiori entrate derivanti siano integralmente destinate al finanziamento delle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione dal gioco d’azzardo patologico nonché al sostegno dei servizi territoriali delle regioni e delle province autonome;
a istituire e rendere pienamente operativo l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo presso il Ministero della salute, assicurando il coinvolgimento delle regioni, degli enti locali e delle associazioni operanti nel settore, nonché un adeguato coordinamento con le politiche sanitarie e sociali;
a rafforzare, anche attraverso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e in raccordo con l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia UIF e gli altri organismi competenti, la raccolta, l’elaborazione e la pubblicazione di dati aggiornati, disaggregati per territorio e per tipologia di gioco – con particolare riferimento al canale online al fine di consentire una valutazione puntuale dell’impatto economico, sociale e sanitario del settore del gioco d’azzardo sulle comunità locali, nonché degli effetti della regolamentazione e della pressione fiscale, anche in relazione ai fenomeni di indebitamento delle famiglie, alle disparità territoriali e ai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, riferendo periodicamente alle Camere sugli esiti di tale monitoraggio.
9/2750/182 – Merola, Vaccari (PD-IDP)
La Camera,
premesso che:
le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica, in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio;
il provvedimento in esame istituisce un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori;
in particolare, si prevede a tal fine, una dotazione pari a 60 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, per il finanziamento di iniziative dei comuni volte al potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa;
lo "Stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028", allegato al disegno di legge in esame prevede, nello specifico che "Al fine di assicurare l’evoluzione del sistema sicurezza, nell’ottica di un rafforzamento del rispetto della legalità, del contrasto della criminalità, della prevenzione delle minacce terroristiche e di un’efficace risposta alla domanda di sicurezza della collettività, verranno privilegiate le seguenti linee strategiche: (…) prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità organizzata mediante: il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati contro il crimine transnazionale anche attraverso attività addestrative congiunte, mirando alla diffusione anche all’estero della strategia di aggressione ai beni mafiosi e alla criminalità organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse, anche attraverso la predisposizione di mirati piani straordinari di controllo del territorio nelle aree a maggiore densità criminale»;
sotto altro profilo, si istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dall’anno 2026 (comma 841), volto ad incentivare le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, anche attraverso la realizzazione di attività divulgativa, formativa e di sensibilizzazione delle azioni comuni poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e la repressione dei connessi reati;
tuttavia, il provvedimento difetta di specifiche risorse da destinare al finanziamento di interventi a sostegno dei minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che, nello specifico, si vogliono allontanare da contesti di criminalità organizzata;
si consideri che a giugno scorso l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge «Liberi di scegliere», che recepisce il Protocollo ideato dal presidente del tribunale per i minori di Catania, Roberto Di Bella, applicato dapprima a contesti di ‘Ndrangheta in Calabria e poi in Sicilia per reinserire madri e minori lontano dagli ambienti mafiosi di provenienza;
occorre intervenire a tutti i livelli, soprattutto a livello centrale, per garantire ai minori provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o vittime della violenza mafiosa e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali di rescindere i contatti con gli ambienti di provenienza o appartenenza, per offrire loro una concreta alternativa di vita e prospettiva di riscatto;
in numerosi provvedimenti lo scrivente Gruppo ha proposto l’adozione di emendamenti volti ad istituire presso il Ministero della giustizia un Fondo destinato al finanziamento di interventi a sostegno dei minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che si trovino in una condizione di grave, attuale e concreto pericolo a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con soggetti indagati, imputati o condannati per i reati di cui all’articolo 51, comma 3-bis;
segnatamente, occorre destinare specifiche ed adeguate risorse volte al supporto pedagogico e psicologico diretto a conseguire una rivisitazione critica delle pregresse esperienze di vita, in modo da portare a compimento una piena cesura con modelli e stili di vita propri del contesto criminale di provenienza, oltre ad un servizio di orientamento volto a far emergere nel soggetto capacità, talenti, aspirazioni e progettualità alternative rispetto a quelle offerte dal contesto criminale di provenienza;
inoltre, ove il minorenne sia destinatario della misura unitamente a un proprio congiunto maggiorenne e sia necessario l’allontanamento dall’abitazione abituale, sarebbe fondamentale garantire il sostegno economico per favorire una sistemazione abitativa autonoma alternativa, ove occorra anche in un comune diverso da quello di provenienza, e, in assenza di sostanze proprie e fintantoché non venga reperita un’occupazione, provvedere con assegno periodico a garantirne il sostentamento;
appare indispensabile, pertanto, sulla falsariga dell’esperienza siciliana, garantire a livello nazionale l’adozione del protocollo ideato dal Procuratore di Catania, per dare un segnale concreto che nessuno ha un destino segnato per sempre e che dalla mafia si può uscire,
impegna il Governo
considerando la rilevanza e la diffusione su tutto il territorio nazionale di fenomeni di devianza minorile derivanti dall’appartenenza ad ambienti di criminalità organizzata, ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative, al fine di destinare, attraverso il primo provvedimento utile, specifiche risorse per l’adozione di strumenti volti a prevenire la devianza minorile, attivando misure di protezione e assistenza nei confronti di minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che si trovino in una condizione di pericolo a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con soggetti indagati per reati mafiosi, sulla scorta dell’esperienza dell’ARS Siciliana e del Tribunale di Catania.
9/2750/85 – D’Orso (M5S)
La Camera,
premesso che:
le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica, in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio;
lo «Stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028», allegata al disegno di legge in esame prevede, nello specifico che «Al fine di assicurare l’evoluzione del sistema sicurezza, nell’ottica di un rafforzamento del rispetto della legalità, del contrasto della criminalità, della prevenzione delle minacce terroristiche e di un’efficace risposta alla domanda di sicurezza della collettività, verranno privilegiate le seguenti linee strategiche: (…) prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità organizzata mediante: il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati contro il crimine transnazionale anche attraverso attività addestrative congiunte, mirando alla diffusione anche all’estero della strategia di aggressione ai beni mafiosi e alla criminalità organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse, anche attraverso la predisposizione di mirati piani straordinari di controllo del territorio nelle aree a maggiore densità criminale»;
sotto altro profilo, si istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dall’anno 2026, volto ad incentivare le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, anche attraverso la realizzazione di attività divulgativa, formativa e di sensibilizzazione delle azioni comuni poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e la repressione dei connessi reati;
tuttavia, il provvedimento difetta di specifiche risorse da destinare alla corretta gestione dei beni confiscati alle mafie, nonostante notoriamente questi ultimi siano l’espressione di una forma di lotta alla criminalità organizzata tra le più efficaci e ricche di significato;
invero, attraverso la confisca dei suddetti beni, le ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi, ad esempio investendo i soldi del traffico di droga, delle estorsioni, dell’usura, vengono espropriate per diventare proprietà dello Stato e quindi della collettività;
preoccupa constatare che talvolta i costi legati alla gestione di taluni beni, specie immobili, ove necessitano di interventi di ristrutturazione, siano esorbitanti e ciò rappresenta un deterrente alla disponibilità all’assegnazione da parte dei comuni che non hanno le risorse per provvedere ad interventi di ristrutturazione e adeguamento ad una nuova destinazione degli immobili; senza contare le difficoltà, i boicottaggi e i danneggiamenti talvolta subiti da chi porta avanti progetti di recupero;
ad oggi, in Italia, i beni confiscati sono oltre 23 mila, di cui 14 mila già destinati agli enti locali e pronti per essere riutilizzati dalla cittadinanza. La prima regione in Italia per presenza di beni confiscati destinati è la Sicilia, con oltre 6 mila immobili sottratti alla criminalità organizzata,
impegna il Governo
a finanziare, con le maggiori entrate derivanti dalle misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, la spesa per il recupero dei beni confiscati alla mafia, ed in particolare, per gli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e adeguamento da parte dei comuni, nonché iniziative volte a favorire l’autorecupero da parte dei terzi beneficiari degli immobili destinati a sopperire al disagio abitativo, redistribuendo le risorse finanziarie e patrimoniali utilizzate in modo illegale verso finalità sociali utili all’implementazione di servizi alla collettività.
9/2750/88 – Cafiero De Raho (M5S)
Queste invece le proposte emendative relative al mondo del gioco presentate in commissione Bilancio alla Camera:
1.2. Carotenuto, Aiello, Barzotti, Carmina, Dell’Olio, Donno, Torto, Tucci, nel quale si legge "1-quinquagies ter. Il beneficio economico è erogato attraverso la Carta Reddito di cittadinanza. Oltre che al soddiDomenica 28 dicembre 2025 — 117 — Commissione V sfacimento delle esigenze, la Carta Reddito di cittadinanza permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo, moltiplicato per la scala di equivalenza, di effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione ovvero dell’inter- mediario che ha concesso il mutuo. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere individuati ulteriori esigenze da soddisfare attraverso la Carta Reddito di cittadinanza, nonché diversi limiti di importo per i prelievi di contante. Al fine di prevenire e contrastare fenomeni di impoverimento e l’insorgenza dei disturbi da gioco d’azzardo (Dga), è in ogni caso fatto divieto di utilizzo del beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Le informazioni sulle movimentazioni sulla Carta Reddito di cittadinanza, prive dei dati identificativi dei beneficiari, possono essere utilizzate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a fini statistici e di ricerca scientifica. La consegna della Carta Reddito di cittadinanza presso gli uffici del gestore del servizio integrato avviene esclusivamente dopo il quinto giorno di ciascun mese".
1.192. Merola, Vaccari, Roggiani – Sostituire il comma 151, con i seguenti: 151. A decorrere dal 1° gennaio 2026, le aliquote del prelievo erariale unico (Preu) di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono rideterminate come segue: a) per gli apparecchi di cui alla lettera a) (Awp o "new slot"), l’aliquota è fissata nella misura del 24,5 per cento delle somme giocate; b) per gli apparecchi di cui alla lettera b) (Vlt), l’aliquota è fissata nella misura del 9 per cento delle somme giocate. 151-bis. Con decreto del direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità attuative del comma 151. 151-ter. Le maggiori entrate derivanti dal comma 151, valutate in 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, affluiscono al bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo di cui al comma 151- quater. 151-quater. Al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico (Gap), come definito dall’Organizzazione mondiale della sanità, presso il Ministero della salute è istituito il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (Gap). Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Per la dotazione del Fondo di cui al periodo precedente è autorizzata la spesa di 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026. 151-quinquies. Presso il Ministero della salute è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un osservatorio di cui fanno parte, oltre ad esperti individuati dal Ministro della salute, dal Ministro dell’istruzione e del merito, dal Ministro dell’università e della ricerca, dal Ministro delle imprese e del made in Italy e dal Ministro dell’economia e delle finanze, anche esponenti delle associazioni rappresentative delle famiglie e dei giovani, nonché rappresentanti dei comuni, per valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Ai componenti dell’osservatorio non è corrisposto alcun emolumento, compenso o rimborso di spese. Con decreto interministeriale del Ministro della salute e del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è determinata la composizione dell’osservatorio, assicurando la presenza di esperti in materia, di rappresentanti delle regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni operanti nel settore, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I compiti assegnati all’Osservatorio nazionale permanente sull’andamento del fenomeno delle Domenica 28 dicembre 2025 — 195 — Commissione V tossicodipendenze, istituito presso il Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 1, comma 371, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sono conseguentemente trasferiti all’osservatorio di cui al primo periodo al fine di monitorare e contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Conseguentemente, sopprimere il comma 152.
1.194. Dori, Grimaldi, Zanella – Dopo il comma 152, aggiungere i seguenti: 152-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2026 l’aliquota dell’imposta unica sui giochi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto direttoriale 10 gennaio 2011, è incrementata di cinque punti percentuali. 152-ter. Le maggiori entrate derivanti dal comma 152-bis, opportunamente accertate, sono destinate ad incrementare la dotazione del Fondo per le dipendenze patologiche di cui all’articolo 1, comma 367, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.
1.195. Dori, Grimaldi – Dopo il comma 152, aggiungere il seguente: 152-bis. All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, il comma 1051 è sostituito dal seguente: « 1051. Le misure del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, previste dall’articolo 9, comma 6, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, sono incrementate, rispettivamente, del 2,30 per cento per gli apparecchi di cui alla lettera a) e del 1,60 per cento per gli apparecchi di cui alla lettera b) a decorrere dal 1° gennaio 2026. La percentuale delle somme giocate destinata alle vincite (pay-out) è fissata in misura non inferiore al 56 per cento e al 60 per cento, rispettivamente, per gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) e lettera b), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Le operazioni tecniche per l’adeguamento della per- centuale di restituzione in vincite sono conDomenica 28 dicembre 2025 — 196 — Commissione V cluse entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ».