Scommesse e deferimento vertici Aia: alla Camera Pd e FI chiedono chiarimenti
Partito democratico e Forza Italia sono allineati nel chiedere al ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, di chiarire la posizione della Federazione italiana giuoco calcio in seguito al deferimento dei vertici dell'Associazione italiana arbitri, avvenuto nei giorni scorsi. Una questione che incide fortemente anche sulle gare professionistiche, incluse quelle inserite nel palinsesto delle scommesse sportive e giochi a premi, che gli arbitri sono chiamati a dirigere nell'ottica di garantirne la regolarità.
A farlo, rispettivamente con una interpellanza e una interrogazione dai testi molto simili, sono Emanuele Barbagallo (Pd) e Giorgio Mulè (FI), chiedendo ad Abodi "se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di carattere normativo intenda assumere, per quanto di competenza e d’intesa con il Coni, al fine di prevenire e contrastare forme indebite di condizionamento e manipolazione delle competizioni sportive, anche concorrendo a promuovere strumenti di coordinamento a livello nazionale e internazionale".
Spiega Barbagallo nella sua interpellanza che "secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, sarebbero emersi nell’ambito di un’indagine in corso da parte della Procura della Figc fatti che vedrebbero coinvolti il presidente dell’Aia, alcuni designatori arbitrali delle Serie A, C e D e altri soggetti riconducibili alla Federazione italiana giuoco calcio".
Nell'interrogazione presentata da Mulè si legge, più nello specifico, che "in data 15 dicembre 2025 si è appreso del deferimento disposto dalla Procura della Figc nei confronti del Presidente dell’Aia Antonio Zappi (nella foto) e del componente del Comitato nazionale Emanuele Marchesi, nell’ambito di una indagine sulle presunte pressioni legate al cambio degli organi tecnici di Serie C e D; il deferimento del presidente dell’Aia, avvenuto a brevissima distanza dalle sue prese di posizione pubbliche contrarie alla proposta Figc di istituire un soggetto giuridico esterno all’Aia e controllato dalle Leghe professionistiche e Figc per la gestione di arbitri e Var di Serie A e B, solleva interrogativi sul possibile impatto politico-istituzionale dell’iniziativa; la proposta di trasferire a un nuovo organismo partecipato dalle Leghe e Figc, che assumerebbe la gestione degli arbitri di Serie A e B, rischia di determinare ad avviso dell’interrogante conflitti di interesse strutturali tra le società giudicate e gli arbitri preposti alla direzione delle gare".
"La gestione degli arbitri di vertice", continua Mulè, "comporterebbe infatti una radicale alterazione dell’attuale sistema, costruito anche alla luce delle vicende di 'Calciopoli'; eventuali assetti in cui i giudicati, società professionistiche, partecipano alla governance del soggetto che gestisce i giudicanti, arbitri, potrebbero porre interrogativi in materia di conflitto di interessi, indipendenza decisionale e garanzie di terzietà, con possibili ripercussioni sulla regolarità dei campionati professionistici".
Sia Barbagallo che Mulè concordano sul fatto che "gli organi tecnici dell’Aia rivestono un ruolo cruciale per la regolarità delle competizioni calcistiche nazionali, poiché formano, gestiscono e designano gli arbitri che dirigono gare professionistiche, incluse quelle inserite nel palinsesto delle scommesse sportive e giochi a premi, con rilevanza economica e sociale visto che migliaia di persone le seguono con passione."
"Tali elementi nel complesso", scrivono sia Barbagallo che Mulè, "come accaduto nel passato del calcio italiano, espongono nuovamente il sistema arbitrale e il movimento calcistico a pressioni o condizionamenti interni ed esterni, rischiando di minare la credibilità delle istituzioni interessate specie con riguardo alla prevenzione e al contrasto delle manipolazioni e delle frodi sportive".