Casinò Campione, Fiamma tricolore ai sindacati: ‘Sciopero, tentativo per scaricare responsabilità’

Carlo Russo, segretario della Fiamma tricolore di Como, bacchetta i sindacati per aver proclamato lo sciopero al Casinò di Campione d'Italia: 'Sono gli stessi che hanno firmato il contratto e avallato il concordato’.
Scritto da Redazione

“I sindacati che oggi scendono in piazza e proclamano scioperi sono, nella quasi totalità, gli stessi sindacati che hanno firmato il contratto, avallato il concordato e sostenuto — o quantomeno accettato nel silenzio — il discusso concorso”. È quanto afferma la Fiamma tricolore di Como, attraverso il suo portavoce Carlo Russo, segretario organizzativo, in merito allo sciopero di tutto il personale del Casinò di Campione d'Italia proclamato dai sindacali Cgil Slc, Cisl Fisascat dei Laghi, Uilcom del Lario e Ugl, in programma nelle giornate del 31 gennaio, 1° e 2 febbraio.

La protesta verte contro l'indisponibilità della società che gestisce la casa da gioco a proseguire il confronto per l'allineamento dell'orario di lavoro di tutto il personale a 7 ore e 12 minuti.

Netta è però la posizione di Russo che a riguardo sottolinea come “fatta eccezione per la Cisl, che ha mantenuto una posizione differente, gli altri sindacati non hanno mai preso una posizione critica, né prima né dopo, quando era evidente che le condizioni contrattuali risultavano penalizzanti e discriminatorie.”

“I sindacati firmatari – aggiunge il segretario – non solo non hanno mai vigilato, ma hanno sistematicamente ignorato tali segnalazioni, scegliendo la strada del silenzio e della complicità. Un silenzio grave, politicamente e moralmente inaccettabile, che ha contribuito a consolidare una situazione oggi presentata strumentalmente come emergenza”.

I quesiti che dunque Russo pone sono i seguenti: “Se i contratti erano palesemente sfavorevoli — e lo erano — perché sono stati firmati? Se le criticità erano note — e lo erano — perché non sono state contestate allora? Perché oggi, e solo oggi, si parla di sciopero?”

La risposta secondo il portavoce di Fiamma tricolore è semplice perché “questo sciopero non nasce dalla tutela reale dei lavoratori, ma appare come un tardivo e maldestro tentativo di scaricare responsabilità che ricadono innanzitutto su chi ha sottoscritto accordi sbagliati e non ha mai esercitato il proprio ruolo di controllo. Lo sciopero, in questa fase, non colpisce chi ha causato i problemi, ma rischia di danneggiare ulteriormente il Casinò, i lavoratori stessi e l’intera comunità di Campione d’Italia. È un atto che arriva fuori tempo massimo e senza alcuna coerenza politica o sindacale”.