Ia e gaming: due Dl attuativi del Cdm possono cambiare le regole del gioco

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I decreti attuativi della Legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale aprono scenari concreti per piattaforme, sviluppatori e organizzatori di competizioni digitali.

Contributo dell’avvocato Emanuela Mirella De Leo, consulente sportivo, formatore olimpico, Coni/Aci Sport – Commissione nazionale esport

Il Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare due schemi di decreto legislativo attuativi della l 132/2025 sull’intelligenza artificiale. I provvedimenti — che dovranno ancora passare al vaglio delle Commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Autorità competenti — non contengono disposizioni specificamente rivolte al settore degli esport, delle software house o del gaming competitivo. Sarebbe scorretto sostenere il contrario. Tuttavia, il quadro normativo che ne emerge è destinato a incidere concretamente su chi sviluppa, distribuisce, gestisce o utilizza sistemi di Ia in questo ambito. E nel gaming, oggi, Ia vuol dire quasi tutto.

Sistemi anti-cheat, matchmaking, ranking, moderazione automatizzata dei contenuti, rilevamento comportamentale, generazione procedurale, analisi predittiva delle performance, personalizzazione dell’esperienza utente, gestione delle community, strumenti di training con agenti artificiali: l’industria del videogioco e degli esport è tra i settori a più alta densità di Ia applicata. E proprio per questo è tra quelli sui quali la nuova disciplina nazionale — che attua il Regolamento UE 2024/1689 — produrrà gli effetti più diretti.

CENTRALITÀ DEL FATTORE UMANO

Il principio cardine dei decreti è l’impostazione antropocentrica: l’Ia può supportare decisioni, ma non può sostituire la responsabilità umana né produrre provvedimenti opachi non contestabili.

Per le piattaforme di gaming e per gli organizzatori di competizioni digitali questo non è un principio astratto. È un requisito operativo.

RESPONSABILITÀ DELLE DECISIONI AUTOMATIZZATE

Il primo profilo riguarda la tutela degli utenti nei confronti delle decisioni algoritmiche. I decreti stabiliscono che le decisioni con effetti rilevanti su una persona non possono fondarsi esclusivamente su un trattamento automatizzato, e introducono strumenti di tutela processuale per il danneggiato. Nel contesto del gaming, una sospensione di account, un ban da torneo, una decurtazione di ranking o la perdita di premi in denaro sono decisioni che incidono su diritti patrimoniali e reputazionali concreti.

Un sistema anti-cheat che commette un falso positivo, un algoritmo di moderazione che penalizza un giocatore sulla base di pattern errati, una piattaforma che esclude un atleta da una competizione sulla sola base di un output automatizzato: questi non sono scenari ipotetici, sono eventi già verificatisi nel settore. La disciplina in arrivo impone che tali decisioni siano motivate, comprensibili e riconducibili a una responsabilità umana identificabile.
Classificazione del rischio e obblighi delle software house.

CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO E OBBLIGHI PER LE SOFTWARE HOUSE

L’Ai Act europeo — di cui i decreti attuativi italiani completano l’attuazione — classifica i sistemi di Ia in base al rischio. Le software house e i gestori di piattaforme saranno chiamati a classificare i propri sistemi, documentarne il funzionamento, predisporre misure di controllo adeguate e garantire la sorveglianza umana effettiva per quelli ad alto rischio. I sistemi di riconoscimento comportamentale, quelli che influenzano in modo sostanziale la partecipazione a competizioni o l’accesso a servizi, e quelli che trattano dati biometrici o di minori sono i profili più esposti.

TUTELA DEI MINORI

La l 132/2025 impone già oggi che i minori fino a 14 anni accedano ai servizi di Ia solo con il consenso dei genitori: norma che, come segnalato da più commentatori, risulta ancora largamente inapplicata nel settore. I decreti attuativi rafforzano questo presidio, inserendo la protezione dei minori nel sistema formativo e sanzionatorio complessivo. Per le piattaforme gaming, che hanno tra i propri utenti una quota significativa di minori, questo non è un tema di compliance secondario.
Formazione e responsabilità professionale.

FORMAZIONE E RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE

I decreti intervengono in modo significativo sulla formazione di tutti i professionisti che utilizzano Ia. Questo include sviluppatori, product manager, responsabili della sicurezza, direttori tecnici e responsabili delle operazioni competitive nelle software house e nelle organizzazioni esportive. La norma non si limita a richiedere competenze tecniche: impone consapevolezza dei rischi, conoscenza del quadro giuridico e capacità di governo dei sistemi. Chi disegna un sistema anti-cheat o gestisce il matchmaking di una piattaforma competitiva non potrà più considerare la responsabilità esaurita nel momento in cui l’algoritmo gira correttamente. Dovrà essere in grado di spiegarne il funzionamento, verificarne gli output e rispondere degli effetti.

RESPONSABILITÀ CIVILE PER I DANNI DA IA

I decreti intendono rafforzare la tutela del danneggiato nei casi di danno causato da sistemi di Ia, con strumenti di riequilibrio dell’onere probatorio. La disciplina specifica potrà essere valutata compiutamente solo all’uscita dei testi definitivi. Tuttavia il principio è già operativo: il fornitore del sistema, chi lo ha integrato e chi lo ha utilizzato possono essere chiamati a rispondere in solido o secondo criteri di imputazione differenziati. Per le software house che distribuiscono sistemi di Ia embedded nei propri prodotti — dai motori di moderazione ai sistemi anti-cheat fino agli agenti artificiali nei titoli competitivi — questo profilo merita attenzione immediata nella revisione delle condizioni contrattuali e delle informative agli utenti.

NUOVO REATO PER L’OMISSIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA

Il ministro Nordio ha annunciato l’introduzione di una nuova fattispecie penale: sarà punito chi progetta o realizza sistemi di Ia senza le necessarie misure di sicurezza. È un segnale che merita attenzione anche per chi sviluppa sistemi embedded nel gaming: i sistemi di moderazione automatizzata, i motori di matchmaking e i sistemi anti-cheat non sono prodotti neutri, ma sistemi che incidono su persone reali con effetti reali. La norma penale, allo stato nota solo per quanto comunicato in conferenza stampa, dovrà essere letta nel testo definitivo per valutarne il perimetro esatto. Il principio, tuttavia, è già chiaro.

GOVERNANCE E VIGILANZA
L’Acn assume il ruolo di autorità di vigilanza del mercato, con funzione di punto di contatto unico con l’Ue. Agid è l’autorità di notifica. Le software house e i gestori di piattaforme che operano in Italia dovranno orientarsi verso questi interlocutori istituzionali per ogni profilo di conformità. Il modello di governance cooperativa prefigurato dai decreti non è ancora pienamente operativo — i testi definitivi non sono disponibili — ma il perimetro è già delineato.

UN MESSAGGIO FINALE PER L’INDUSTRIA
Il messaggio per l’industria è chiaro: i decreti attuativi della l 132/2025 non sono una regolamentazione lontana dal gaming. Sono una disciplina che incide direttamente sui sistemi che governano le competizioni, proteggono gli utenti, moderano le community e decidono chi vince, chi perde e chi viene escluso. Conoscerla non è un vantaggio competitivo. È una condizione di legittimità operativa.

Crediti fotografici ©Foto di Igor Omilaev (Unsplash)