Equidi come animali d’affezione: al via l’esame delle nuove Pdl, che citano anche le corse ippiche
C’è anche un riferimento alle corse ippiche nelle proposte di legge Zanella (Avs), Cherchi (M5s) e Brambilla (Nm) depositate alla Camera, che mirano a colmare il vuoto normativo sulla tutela dei cavalli con nuove regole e divieti.
La commissione Agricoltura della Camera inizia l’esame delle proposte di legge C. 48 a firma di Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), C. 2187 di Luana Zanella (Alleanza verdi sinistra) e C. 2270 di Susanna Cherchi (Movimento 5 stelle), tutte finalizzate alla tutela degli equidi e al loro riconoscimento come animali di affezione. La presidente Maria Cristina Caretta chiarisce che l’esame è stato portato avanti in forma abbinata, considerata la comune materia delle proposte.
Nella giornata di ieri, mercoledì 11 febbraio, il relatore Francesco Bruzzone (Lega) illustrando le Pdl ricorda come le iniziative legislative contengano norme per garantire il benessere di cavalli e altri equini, colmando un vuoto normativo che fino a oggi ha lasciato questi animali senza tutela. In particolare, la proposta Zanella prevede il divieto di utilizzare equidi in attività pericolose o stressanti per la loro salute psico-fisica, nonché il divieto di impiego per la produzione di carne, pelli, pellicce o farmaci.
Tra le novità più significative figurano le disposizioni relative al benessere dei cavalli, con indicazioni sulla custodia e cura adeguata per evitare condizioni di detenzione inadeguate, come il mantenimento ‘in posta’, che limita la possibilità di sdraiarsi e riposare. Inoltre – con l’articolo 4 – vengono introdotti divieti per corse fuori dagli ippodromi riconosciuti e per attività sportive con equidi non ancora maturi fisicamente.
Nel dettaglio ecco quanto riportato nell’articolo in questione: “L’articolo 4 pone una serie di divieti tra cui quelli di effettuare corse fuori dagli ippodromi riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e di effettuare attività sportiva agonistica in sella o al traino mediante l’utilizzo di equidi che non abbiano compiuto il quarto anno di vita o fino al raggiungimento della maturità psico-fisica certificata da un medico veterinario sulla base di parametri scientifici. Dispone, poi, l’abolizione del servizio di trasporto a trazione ippica”.
Con queste norme, il Parlamento punta a tutelare in modo più efficace gli equidi, riconoscendoli formalmente come animali d’affezione e promuovendo la loro sicurezza e dignità.