Credito d’imposta per la cultura, emendamento del M5S esclude il gioco dagli incentivi
In commissione Finanze della Camera si discute di agevolazioni per la cultura, con il M5S che propone di negare il credito d’imposta alle società di gioco, tabacco e farmaceutiche per evitare forme di pubblicità indiretta.
In commissione Finanze della Camera prosegue l’esame dell’A.C. 2374, proposta di legge che punta a modificare l’articolo 1 del decreto-legge n. 83 del 2014, ampliando l’ambito di applicazione del credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.
Durante la seduta di ieri, 11 febbraio, sono stati presentati diversi emendamenti, tra i quali uno del Movimento 5 Stelle, il numero 1.18, sottoscritto da Enrica Alifano, Angela Raffa e Michele Gubitosa, che introduce una novità significativa per il settore del gambling.
L’emendamento stabilisce che, per evitare il rischio che le donazioni culturali possano trasformarsi in forme di pubblicità indiretta, il credito d’imposta non sarà riconosciuto alle società attive nei settori del gioco d’azzardo, del tabacco e farmaceutico. L’obiettivo dichiarato dai firmatari dell’emendamento è garantire che il sostegno alla cultura resti neutrale e non venga utilizzato come strumento di promozione commerciale.
Qui di seguito il testo dell’emendamento:
“Al fine di evitare il rischio che le erogazioni liberali per le finalità di cui al comma 1 del presente articolo possano costituire una forma di pubblicità indiretta, il credito d’imposta non è riconosciuto, in relazione alla natura dell’attività svolta, alle società farmaceutiche, del tabacco e del gioco d’azzardo”.
1.18. Alifano, Raffa, Gubitosa.