Divieto di pubblicità al gioco, le delibere dell’Agcom ancora sotto esame
L’Agcom archivia la sanzione comminata a una piattaforma per la presenza di video promozionali sul gioco. Attesa per la sentenza del Consiglio di Stato sull’appello contro la sentenza del Tar che ha annullato multa da 900mila euro a Twitch.
L’Agcom – Autorità per le garanzie nelle comunicazioni torna ad occuparsi del divieto di pubblicità al gioco contenuto del decreto Dignità.
Innanzitutto con una delibera di archiviazione del procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di Kick streaming pty ltd per la presunta violazione della disposizione normativa, dopo la segnalazione da parte della Guardia di finanza della presenza sulla piattaforma “di numerosi video con contenuto di promozione o comunque di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro ovvero di invito alla pratica del gioco d’azzardo”, da parte di uno streamer.
“Alla luce di quanto emerso dall’attività istruttoria circa l’assenza di specifici rapporti commerciali conclusi tra la Società e lo streamer”, si legge nella delibera dell’Agcom, “si ritiene che non possa essere imputata alcuna responsabilità alla Società stessa, in quanto Kick Streaming Pty Ltd non risulta direttamente destinataria di un compenso valorizzabile in termini economici derivante dai contenuti presenti nel canale oggetto di contestazione, né indirettamente di vantaggi in termini economici derivanti da una maggiore visibilità del canale e/o da una maggiore fidelizzazione di un pubblico tematicamente interessato al gioco d’azzardo, tali da comportare sponsorizzazioni future o collaborazioni commerciali.
Parimenti, si rileva che la Società ha rimosso immediatamente tutti i contenuti identificati nell’atto di contestazione, disabilitando il canale attraverso i quali erano veicolati, non appena avuta notizia della violazione a seguito della ricezione dell’atto di contestazione”.
Nelle scorse ore invece l’Agcom è stata protagonista dell’udienza tenutasi al Consiglio di Stato per la discussione dell’appello presentato contro la sentenza del Tar Lazio che nel 2024 ha annullato la sanzione da 900mila euro inflitta a Twitch Interactive Germany Gmbh per la violazione del divieto di pubblicità al gioco.
Nell’udienza a Palazzo Spada di ieri, 5 febbraio, l’Autorità chiesto ai giudici di attendere la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea in merito alla causa che la vede opposta Google Ireland Limited sempre per la presunta violazione del divieto di pubblicità al gioco. Specie alla luce delleconclusioni dell’avvocato generale Maciej Szpunar, che ha suggerito alla Corte di verificare se Google fosse a conoscenza dei contenuti di promozione del gioco pubblicati sulla sua piattaforma in Italia e sanzionati dall’Agcom.
Aspettiamo quindi la pronuncia della Cgue, e anche quella del Consiglio di Stato.