Legge gioco Piemonte, Pd e Avs: ‘Tornare a norme del 2016’

Scritto da Francesca

Il Partito democratico ed Alleanza verdi e sinistra chiedono al Consiglio del Piemonte di riaprire la discussione sulla legge regionale sul gioco.

Al consiglio regionale del Piemonte i partiti d’opposizione si fanno sempre più compatti nel chiedere una nuova legge per il contrasto al gioco patologico.

Non solo il Movimento 5 stelle, con il consigliere Pasquale Coluccio e la sua proposta per cancellare la normativa in materia varata dal centrodestra nel 2021, ma anche il Partito democratico ed Alleanza verdi e sinistra.

L’occasione è stata offerta dalla presentazione in commissione Legalità di “Azzardomafie”, il dossier dell’associazione Libera sul gioco. Il presidente della commissione, Domenico Rossi (Pd), ha proposto di condividere con la commissione Sanità l’esigenza di programmare un incontro con l’assessore competente anche per meglio conoscere l’attività di monitoraggio svolta finora dall’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico.

Il dossier di Libera, evidenzia Rossi, “conferma quello che abbiamo denunciato per anni: lo smantellamento della legge regionale del 2016, voluto dalla maggioranza di centro-destra è stato un errore drammatico, così come lo è stato bocciare la proposta di legge popolare sul tema” sottolinea Rossi. “Possiamo fare meglio ispirandoci alle altre regioni, anche di centro-destra, o tornando a quanto previsto dalla legge precedente. Ripartiamo dalla proposta di legge costruita da comuni ed enti del terzo settore. Contiene tutti gli elementi necessari per costruire una norma moderna ed efficace. La ripresenteremo nei prossimi giorni per porre il tema tra le priorità dei prossimi mesi. Rimettiamo al centro salute dei cittadini e legalità”.

Dello stesso tenore l’intervento di Avs: “La Giunta Cirio ha cancellato nel precedente mandato la legge regionale sul gioco d’azzardo n. 9 del 2016, l’unica che aveva saputo contrastare il fenomeno, facendo risparmiare ai e alle piemontesi oltre 200 milioni di euro.

Ci aspettiamo che la maggioranza non resti sorda a questi problemi e abbia il coraggio rimediare all’errore fatto, mettendo la salute e la fragilità economica della popolazione piemontese al primo posto.

Dobbiamo tornare a scrivere una legge capace di essere un modello, tornando alla norma del 2016 e guardando alle migliori pratiche adottate intanto in altre regioni. Il Piemonte era stato un riferimento nazionale. Oggi serve il coraggio di invertire la rotta”.