Riordino gioco, Zamparelli (Sts): ‘Necessaria l’unità della filiera’
Intervenendo al convegno di Roma sul riordino del gioco pubblico Emilio Zamparelli (Sts) invita il settore a far fronte comune partendo da un confronto interno che porti unità.
Roma – “Le gare non sono l’unico tema, credo che in primis sia da parlare di unione della filiera, cominciando a ragionare in maniera diversa”. Con queste parole Emilio Zamparelli, presidente di Sts, apre il suo intervento nel corso del convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, organizzato dall’Istituto Milton Friedman oggi, 4 marzo, richiamando l’attenzione sulla necessità di affrontare il riordino del settore nella sua interezza e non solo attraverso la lente delle procedure di gara.
Zamparelli sottolinea che “gli altri temi in qualche modo sono stati un po’ lasciati da parte”, mentre i diritti concessori “devono essere esercitati” e richiedono quindi che anche le questioni operative e territoriali vengano trattate “con la stessa importanza”. Il primo nodo, secondo lui, resta quello delle norme locali: “abbiamo ancora il problema del vincolo delle distanze e delle fasce orarie”, elementi che incidono direttamente sulla possibilità di esercitare i diritti che saranno assegnati con le gare. Per questo avverte che “dedicare tanta attenzione solo al tema delle gare rappresenta un errore”, ricordando quanto accaduto nel riordino dell’online, dove “abbiamo tanto dedicato spazio ai famosi 7 milioni” trascurando altri aspetti come “i 100 euro di ricarica settimanale”, oggi tornati con forza al centro del dibattito.
Per Zamparelli, il riordino deve partire “dai temi dei vincoli delle distanze”, da affrontare con una posizione unitaria della filiera: “credo che sia necessaria un’unità della filiera che in questo momento manca”. Prima ancora di chiedere un confronto all’amministrazione o al Mef “dobbiamo farlo tra di noi, un confronto serio, concreto, che ci porti a un’unità”, perché parlare con voci diverse “perde di efficacia”.
“Le distanze”, aggiunge quindi Zamparelli, “non ci debbono essere per nessuno”. Accettare i 100 metri o le fasce orarie, afferma, “in un mercato profondamente cambiato è assolutamente sbagliato”. Ricorda che oggi “potrei giocare una partita stando seduto qui liberamente”, senza dover cercare un punto fisico, e che questi concetti “semplici” devono essere fatti comprendere con maggiore chiarezza.
Altro punto centrale è la salvaguardia della rete di raccolta, spesso trascurata nel dibattito: “nessuno ha parlato della salvaguardia della rete di raccolta”, che con le prossime gare “sarà azzerata”. L’operatore che oggi raccoglie il gioco, avverte, “domani non ha la certezza di raccoglierlo”, sia per possibili vincoli normativi sia perché “il concessionario potrebbe non vincolare il punto”. Una situazione che riguarda “oltre 40.000 posti di lavoro” e che richiede attenzione almeno pari a quella dedicata alle piccole e medie imprese.
Zamparelli insiste anche sulla sostenibilità economica delle gare: “la gara deve essere economicamente sostenibile”, altrimenti si rischia di ripetere quanto accaduto in passato, quando “una parte delle gare è stata pagata dagli esercenti attraverso l’imposizione di balzelli vari o di canoni”. Una gara insostenibile, avverte, “porta gli operatori a un esborso economico pesante” e finisce per scaricare i costi sulla rete.
In conclusione, Zamparelli invita a “ragionare in maniera un po’ diversa”, mettendo “a fattor comune le esperienze e i ragionamenti di ciascuno”, perché se ogni componente della filiera difende solo la propria posizione “non si arriva a un riordino efficace per tutti”.