Bertoldi (Friedman Institute): ‘Riordino gioco, tavolo tecnico tra decisori e aziende’
Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo del Milton Friedman Institute, chiama la politica a prendere decisioni su vari temi legati al riordino del gioco, tasse comprese.
Roma – Il riordino del gioco fisico è essenziale per garantire “stabilità” al settore e superare le “restrizioni folli” che oggi esistono in certi territori, rendendo impossibile per le aziende “investire e anche mantenere l’occupazione”.
A ribadire il concetto è Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo del Milton Friedman Institute, al convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato” in agenda oggi, 4 marzo, a Roma.
Richiama poi un principio di Milton Friedman: “tutte le fonti di monopolio o di duopolio sono frutto di interventi governativi”, perché “non esiste un monopolio naturale che duri a lungo”.
Da qui la preoccupazione per i bandi del gioco fisico, dove “il rischio di una concentrazione a causa delle regole che lo Stato vuole portare avanti” potrebbe portare a un mercato dominato da pochi operatori. Fatto che danneggerebbe le imprese e creerebbe “una dipendenza dello Stato dalle aziende”.
Secondo Bertoldi, non si può “delegare un tema di questo tipo ai tecnici”, perché “non possono sostituire la volontà politica”, ma serve “una presa di coscienza che porti ad assumere una decisione molto consapevole”.
Altro nodo è la disparità di tassazione attuale fra il gioco fisico e il gioco online, per il quale le imposte sono “quasi al doppio”, perché ciò significa “condurre e dirigere il mercato”. L’auspicio è che “si trovi un punto di equilibrio”, perché “non è pensabile che le cose restino così”.
Il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman critica anche “l’assenza di un confronto preventivo col settore” e auspica l’apertura di “un tavolo tecnico tra decisori e aziende”. Oltre che una presa di posizione da parte della maggioranza di governo.
Pur riconoscendo la rilevanza del confronto sulle gare e sui rischi di concentrazione, Bertoldi infine ricorda che lo scenario che si andrà a delineare “è sempre responsabilità soltanto dello Stato e non delle aziende”. Una puntualizzazione che ribadisce il ruolo centrale del legislatore nella definizione delle regole e nella gestione degli effetti che queste produrranno sull’intera filiera del gioco pubblico.