Casinò di Macao: le poker room chiudono ma il mercato cambia pelle
Il mercato dei Casinò di Macao cambia pelle. Chiudono le poker room e i grandi brandi si rivolgono al turista medio. Ecco tutti i grandi cambiamenti in atto.
Per molti è la fine di un’era. E in effetti i nostalgici ricorderanno bene che i casinò di Macao ospitavano tornei di poker importantissimi con i field composti dai più grandi top player del mondo. Oggi però questo sistema è andato in crisi e sembra proprio che nell’oasi del gioco cinese tutti abbiamo voltato pagina. L’ultima tegola è arrivata qualche settimana fa con la chiusura della celebre room del Wynn Macau. Un segnale chiaro di cambio rotta che tuttavia non per forza deve essere inteso come una crisi vera e propria delle sale da gioco.
CASINO’ DI MACAO: CHIUDONO LE POKE ROOM
Partiamo dai fatti. Le nuove concessioni introdotte nel 2023 hanno reso molto difficile la collaborazione con i brand internazionali. In sintesi come abbiamo già spiegato in precedenza il sistema attuale di Macao impedisce agli operatori esterni di condividere i ricavi con i casinò locali, togliendo di fatto l’incentivo a portare grandi tornei sull’isola. Il motivo per cui il poker soffre a Macao è anche perché ora viene visto come una distrazione che occupa troppo spazio.
I casinò preferiscono installare più tavoli di Baccarat o slot machine di ultima generazione, che garantiscono un ricavo per metro quadro infinitamente superiore. Questo gioco, infatti, meno noto in occidente a Macao rappresenta uno degli introiti maggiori. Morale della favola ora rimangono il Venetian Macao, Mgm Cotai e Wynn Palace Cotai mentre tutte le altre hanno cessato le attività o rimosso i tavoli da poker.
CASINO’ DI MACAO: LE TRASFORMAZIONI IN ATTO
Tutto questo però è il sintomo di una metamorfosi in atto e non è per forza un segnale di crisi generale dei casinò di Macao. I ricavi lordi delle sale da gioco sono infatti in crescita e l’ultimo trimestre del 2025 è stato uno dei migliori dal Covid a oggi. Le sale da gioco, dunque, stanno cambiando pelle per sopravvivere alle nuove regole imposte da Pechino e dal Governo locale.
La scomparsa del poker in primis è legata alla chiusura del modello dei casinò satelliti completata tra il 2025 e l’inizio del 2026. Questo significa che il mercato del gioco è ora nelle mani dei 6 grandi concessionari presenti ovvero Sands, Mgm, Wynn, Galaxy, Melco, Sjm. Per questo motivo le sale da gioco si spostano fisicamente dalla vecchia penisola di Macao verso i mega-resort di Cotai, più moderni e facili da monitorare.
Il vecchio modello basato sui grandi scommettitori portati dai junket (intermediari) è stato quasi del tutto smantellato dalle campagne anti-corruzione cinesi. Alla base c’è anche un cambio di strategia perché i casinò ora puntano al turista medio e sul segmento che viene definito “Premium Mass”, ovvero giocatori facoltosi ma che non usano intermediari.
L’INDUSTRIA DI MACAO CAMBIA PELLE
Il Governo sta inoltre spingendo il mercato verso un’altra direzione. Per ottenere il rinnovo delle licenze, i casinò hanno dovuto promettere investimenti miliardari in attività non-gaming. Tra queste ci sono quelli legati ai concerti, ai parchi a tema, ai centri congressi, eventi sportivi e cliniche di “turismo della salute” L’obiettivo, dunque, è quello di trasformare Macao in una sorta di “Disneyland d’Oriente” o una “Las Vegas per famiglie”, riducendo la dipendenza economica dalle scommesse pure.
Foto in alto di Simon Zhu (Unsplash)