Gioco online e corte giustizia Ue: ‘Operatori rispettino norme dei singoli Paesi’
Secondo le conclusioni dell’Avvocato generale nella causa Tipico, chi offre scommesse senza licenza nazionale può essere obbligato a rimborsare i giocatori.
La Corte di Giustizia Europea chiarisce che gli operatori di gioco online devono rispettare le norme dei singoli paesi europei per poter operare legalmente sul territorio.
Questo principio fondamentale emerge dalle conclusioni dell’avvocato generale Nicholas Emiliou nel caso che coinvolge la società Tipico. Un consumatore tedesco richiede la restituzione delle somme perse scommettendo sul sito web dell’operatore tra il 2013 e il 2020. All’epoca dei fatti, la società possiede una licenza maltese ma non la necessaria concessione tedesca prevista dalla legge locale. Secondo il diritto della Germania, l’offerta di scommesse non autorizzata comporta la nullità dei contratti stipulati con i clienti. Questa condizione genera pretese di restituzione o di risarcimento in favore dei consumatori interessati.
L’avvocato generale conferma che il requisito della concessione nazionale è pienamente compatibile con la libera prestazione dei servizi. Gli Stati membri hanno infatti il diritto di assoggettare l’attività di azzardo a una specifica autorizzazione interna. Il diritto dell’Unione non impone affatto il riconoscimento automatico delle licenze rilasciate da altri Stati membri. Pertanto, un operatore stabilito a Malta non ha un diritto diretto di fornire servizi in un altro Stato senza titolo. Ogni eventuale diritto deriva unicamente dalla concessione ottenuta nello Stato ospitante. La nullità dei contratti contribuisce a dissuadere gli operatori dall’eludere il sistema di controllo pubblico. Le autorità nazionali sono quindi legittimate ad applicare le conseguenze civili previste dalle proprie leggi.
REGOLE NAZIONALI E DIVIETO DI AUTOTUTELA
Gli Stati membri possono imporre condizioni proporzionate e non discriminatorie per il rilascio delle concessioni di gioco. Lo scopo principale di questi sistemi è quello di canalizzare il desiderio di gioco verso offerte controllate. Le autorità nazionali mirano così a limitare i rischi connessi alle spese eccessive e alla dipendenza. L’avvocato generale sottolinea che un operatore non può iniziare a fornire servizi senza licenza come forma di autotutela. Questo vale anche se l’azienda ritiene che la procedura di assegnazione delle concessioni sia viziata o discriminatoria. La tutela dell’operatore è garantita dalla possibilità di contestare la procedura dinanzi a un organo giurisdizionale.
Chi sceglie di operare senza titolo si espone inevitabilmente alle sanzioni penali, amministrative o civili nazionali. La nullità dei contratti è considerata una misura proporzionata all’obiettivo di tutela dei consumatori. Nonostante le critiche mosse da Tipico sulla trasparenza del precedente regime tedesco, l’obbligo di concessione resta valido. Il Tribunale amministrativo di Wiesbaden aveva rilevato violazioni dei diritti dell’operatore nella procedura delle venti concessioni. Tuttavia, l’assenza di una decisione nel merito in appello non autorizza l’esercizio abusivo dell’attività. Le autorità devono conservare il diritto di applicare le norme per garantire l’ordine pubblico. Il primato della libera prestazione dei servizi non obbliga a disapplicare un requisito di per sé compatibile con i trattati. L’operatore potrebbe al massimo chiedere il risarcimento del danno per la perdita di opportunità commerciali.
ECCEZIONI E RESPONSABILITÀ DELLE AUTORITÀ PUBBLICHE
Esiste tuttavia una specifica eccezione che potrebbe esonerare l’operatore dalle pesanti conseguenze di diritto civile. Tale deroga si applica se l’applicazione delle sanzioni risulterebbe manifestamente sproporzionata nel caso concreto. Ciò accade quando fonti affidabili in seno alle autorità nazionali forniscono all’operatore assicurazioni precise e incondizionate. In questo scenario, l’autorità garantisce che il requisito della concessione non verrebbe applicato fino alla riforma del sistema. Se l’operatore riceve tali rassicurazioni e rispetta le condizioni di base, nessuna colpa può essergli imputata. In siffatte circostanze, i giudici nazionali devono utilizzare gli istituti del diritto privato per proteggere l’azienda. Qualora i consumatori subissero un pregiudizio, la responsabilità graverebbe interamente sulle autorità pubbliche. Spetta ora alla Corte federale di giustizia tedesca accertare se siano state fornite simili assicurazioni.
Le conclusioni dell’avvocato generale rappresentano una proposta di soluzione giuridica ma non vincolano la Corte. I giudici europei iniziano ora a deliberare per emettere una sentenza definitiva in data successiva. La decisione finale vincolerà tutti i giudici nazionali che affrontano problemi simili nell’Unione. Il rinvio pregiudiziale assicura infatti un’interpretazione uniforme del diritto comunitario nel settore dei giochi. Tipico ha ottenuto una nuova concessione per le scommesse sportive solo nell’ottobre del 2020. La causa evidenzia quanto sia delicato il bilanciamento tra libertà economiche e protezione del mercato interno.
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