Casinò Campione d’Italia, arbitrato verso lo stop
Nell’azione contro gli ex amministratori del casino di Campione l’atto di indirizzo che verrà trattato nel prossimo consiglio comunale propone di far estinguere l’arbitrato per ripresentare l’azione di responsabilità in sede ordinaria a tutela dei creditori.
Nel futuro dell’arbitrato del Casinò Campione d’Italia spunta la volontà del Comune di spostare la causa da 80 milioni al Tribunale di Milano. Il tema, con uno specifico atto di indirizzo, sarà al centro del prossimo consiglio comunale. Si tratta, come noto, dell’azione avviata contro gli ex amministratori e sindaci della società, in carica tra il 2011 e il 2018.
L’amministrazione propone che la società ometta “il pagamento del fondo iniziale ancora insoluto”, determinando così, una volta scaduti i termini fissati dalla Camera arbitrale di Milano, l’estinzione dell’azione di responsabilità promossa contro ex amministratori e sindaci in carica dal 2011 al 2018. La scelta non equivale a una rinuncia. L’obiettivo è riproporre “verificati puntualmente i termini di prescrizione, le medesime azioni proposte in arbitrato avanti al Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa”.
LA DECISIONE DELL’AMMINISTRAZIONE
La decisione nasce dal blocco creato dal mancato versamento delle quote del fondo arbitrale da parte della maggioranza dei convenuti: solo due soggetti hanno pagato la propria parte. L’atto sottolinea l’esistenza di un chiaro “interesse pubblico di riproporre” le azioni legali per recuperare somme fondamentali, destinate al “soddisfacimento dei creditori del concordato e quindi dello stesso Comune di Campione d’Italia”.
Tre convenuti hanno già proposto una transazione. La società ritiene questi accordi meritevoli di accoglimento per chiudere rapidamente parte del contenzioso.
L’azione resta comunque un “atto necessario e coerente con gli obblighi derivanti dalla procedura concordataria” per riparare i danni da mala gestio.
I convenuti si sono costituiti chiedendo il rigetto delle domande e, in alcuni casi, la condanna della società. Ma solo due “hanno provveduto al versamento della propria quota del fondo iniziale”, indispensabile per proseguire. Il mancato pagamento della maggioranza comporterebbe l’estinzione del procedimento secondo il regolamento Cam, impedendo di entrare nel merito delle contestazioni.
VERSO LA SOLUZIONE
Per superare lo stallo, l’amministrazione propone che la società ometta il pagamento della propria quota residua, lasciando che l’arbitrato si estingua. Subito dopo, il Casinò dovrà riproporre “le medesime azioni proposte in arbitrato avanti al Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa”.
Il Cda, dopo aver consultato i legali e i commissari del concordato, ritiene questa soluzione “opportuna e conveniente”, perché consente di proseguire il contenzioso senza dipendere dai versamenti iniziali delle controparti.
Il Comune ribadisce che esiste un chiaro “interesse pubblico di riproporre” l’azione, poiché eventuali somme recuperate saranno destinate al “soddisfacimento dei creditori del concordato e quindi dello stesso Comune di Campione d’Italia”. Prima della nuova citazione, la società dovrà effettuare una verifica sui termini di prescrizione.
Crediti fotografici ©Wikipedia / Casinò di Campione