Tino (Betsson Group): ‘Mercati predittivi, tutelare i consumatori’

Scritto da Fm
Stefano Tino, managing director di Betsson Group, commenta l’accordo fra la squadra di calcio della Lazio e Polymarket, e invita alla riflessione.

“C’è qualcosa di profondamente incoerente nel dibattito italiano sul gioco d’azzardo.
Da un lato, un quadro normativo estremamente restrittivo (incluso il divieto quasi totale di pubblicità previsto dal decreto Dignità) continua a esercitare pressione sugli operatori regolamentati.
Dall’altro, assistiamo all’ingresso dei ‘mercati di previsione’ nel panorama delle sponsorizzazioni sportive tradizionali.”

A scriverlo, in un post su Linkedin, è Stefano Tino, managing director di Betsson Group, commentando l‘accordo stretto dalla squadra di calcio della Lazio con Polymarket, piattaforma di  trading su eventi del mondo reale che possono spaziare dalla politica allo sport, fino agli scenari di guerra.

Nella nota che annuncia l’accordo – dal valore di 22 milioni di dollari, a cui si aggiungono bonus legati a performance e attivazioni – però si specifica che “nel mercato italiano, la collaborazione è focalizzata su attività di analisi e insight digitali, in coerenza con il quadro normativo vigente”.

Per Tino “Il problema non è il nome. È la sostanza.
Su queste piattaforme, gli utenti assumono posizioni economiche su eventi futuri con esiti di profitto/perdita.
Chiamiamoli ‘prezzi’ invece di quote,
‘Posizioni’ invece di scommesse, ma il meccanismo rimane lo stesso.
Ovvero: costo implicito, esposizione all’incertezza, payoff binario”.

E la disamina del managing director di Betsson Group non finisce qui.
In breve: la semantica cambia, la struttura no. “Quindi, cosa stiamo facendo realmente?
Se limitiamo fortemente gli operatori regolamentati, ma tolleriamo modelli equivalenti con etichette diverse, non stiamo regolamentando l’attività, bensì la terminologia.
Il risultato è paradossale: gli operatori conformi vengono limitati, mentre quelli al di fuori del perimetro di regolamentazione beneficiano di elusioni semantiche e tecniche.
Questo è un segnale pericoloso.

Premia l’elusione a discapito della conformità, il rebranding a discapito della trasparenza.
Se la sostanza economica è la stessa, anche le regole dovrebbero esserlo.
Altrimenti, molti smetteranno semplicemente di chiamarlo ‘scommessa’ e inizieranno a chiamarlo ‘previsioni’”.

Tino quindi invita le associazioni dei consumatori e i responsabili politici a prendere una posizione chiara.
E invita l’Agenzia dogane e monopoli a “chiudere immediatamente questo sito web. Esiste il rischio concreto che sponsorizzazioni di alto profilo come questa convoglino traffico e capitali significativi verso piattaforme non regolamentate.
E se ciò accadesse, non si tratterebbe di tutela dei consumatori, ma dell’esatto contrario.
Per favore, dimostriamo che l’Italia è diversa”.

Nella foto: Stefano Tino, managing director di Betsson Group