Valle d’Aosta, via libera alla manovra da 37,3 milioni
Il Consiglio Valle approva il disegno di legge sulla Manovra finanziaria con 19 voti favorevoli e 15 astensioni.
E’ una manovra finanziaria da 37,3 milioni di euro quella approvata dal Consiglio Valle. Il testo ha ottenuto 19 voti favorevoli (Uv, Ca, Fi) e 15 astensioni (FdI, Lega VdA, Pd‑Fp, Avs, Renaissance, Adc). Il disegno di legge, presentato dalla Giunta il 20 marzo, è stato illustrato in aula da Josette Borre per la maggioranza e da Andrea Manfrin per la minoranza.
Secondo quanto riportato, 6,7 milioni derivano da maggiori entrate, mentre 30,6 milioni sono stati reperiti tramite riduzioni di spesa. La manovra incrementa le spese correnti nel triennio di 5,3 milioni e le spese di investimento di 1,4 milioni, con interventi che toccano istruzione, cultura, sviluppo economico, lavoro, agricoltura e sostegno alle cooperative sociali.
IL DIBATTITO POLITICO
Il confronto in aula è stato acceso. Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha spiegato che la manovra “non aveva l’ambizione di riscrivere il bilancio, ma di allocare risorse in modo mirato su esigenze concrete e urgenti”, evitando che fondi inutilizzati finissero in avanzo.
Dall’opposizione sono arrivate critiche. Fulvio Centoz (Pd‑Fp) ha definito il provvedimento “un ribilanciamento contabile”, mentre Massimo Lattanzi (FdI) ha sostenuto che la variazione “cambia poco la linea politica precedente”. Anche Chiara Minelli (Avs) ha motivato l’astensione citando “criticità che richiedono maggiore chiarezza”.
Per Marco Carrel (Adc) la manovra manca di visione politica, intervenendo “singolarmente su una serie di problemi”. Manfrin ha illustrato gli emendamenti della Lega VdA e di Renaissance, definendoli “un pacchetto anticrisi necessario” per affrontare caro energia e crisi abitativa.
MISURE SU FINANZA LOCALE, CASA E TERRITORIO
La manovra prevede interventi mirati in diversi settori. Tra questi, trasferimenti per la finanza locale senza vincoli di destinazione per 5 milioni di euro, oltre a un incremento di 6 milioni nel 2026 destinati ad ambiente, territorio, interventi sociali e cooperazione.
Le modifiche consentono, tra l’altro, la nomina di assessori esterni, ridefiniscono le incompatibilità familiari e rimuovono il limite ai mandati nei piccoli Comuni. L’obiettivo dichiarato è “rafforzare servizi, sostenere il territorio e dare risposte concrete a settori strategici”.