Imposta unica sui giochi, respinto emendamento che proponeva l’aumento

Scritto da Daniele Duso
In ambito di Imposta unica sui giochi il Senato, in commissione Finanze, boccia la proposta Magni‑De Cristofaro‑Cucchi che propone un aumento destinato al Fondo dipendenze.

L’aumento dell’Imposta unica sui giochi è stato respinto in commissione Finanze del Senato. L’emendamento, presentato dai senatori Magni, De Cristofaro e Cucchi (Gruppo Misto) durante l’esame del decreto fiscale (il dl 38 del 2026), puntava a introdurre un nuovo articolo 12‑bis. L’obiettivo era incrementare di cinque punti percentuali l’aliquota prevista dal decreto direttoriale del 10 gennaio 2011.

Secondo i proponenti, le maggiori entrate avrebbero dovuto rafforzare il Fondo nazionale per le dipendenze patologiche. La proposta non ha superato il vaglio della Commissione, che ha chiuso la fase referente senza modificare il quadro fiscale del settore giochi.

La misura puntava a collegare direttamente il prelievo fiscale sul gioco pubblico al finanziamento delle attività sanitarie e sociali. L’aumento dell’imposta unica avrebbe inciso sui giochi a distanza e sulle altre tipologie previste dal decreto direttoriale del 2011. La Commissione ha però ritenuto non sostenibile la modifica in questa fase dell’iter.

IL PASSAGGIO IN AULA
Il ddl di conversione del decreto legislativo 38 del 2026 arriva ora in Aula al Senato. Il Governo ha annunciato la posizione sulla fiducia e la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che la discussione potrà proseguire in giornata o essere aggiornata a domani, giovedì 14 maggio.