Figc, Malagò o Abete? Anche le scommesse nella corsa alla presidenza
Figc tra scommesse sportive, pubblicità del gioco, sostenibilità e governance: i due candidati presentano le loro idee tra diversità e convergenze.
La corsa alla presidenza Figc entra nel vivo con i programmi di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, depositati in Federazione il 14 maggio. Le elezioni si terranno il 22 giugno e vedranno contrapposti due candidati sostenuti da aree diverse del calcio italiano. Malagò è appoggiato dalla Lega Serie A, mentre Abete dalla Lega nazionale dilettanti.
Entrambi convergono su un punto chiave: il ritorno al calcio di una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive. Una linea politica comune che segna un cambio di tono rispetto agli ultimi anni e riporta il tema del betting al centro del dibattito istituzionale.
LE PROPOSTE DI MALAGÒ: SOSTENIBILITÀ E RISORSE DI SISTEMA
Nel programma di Giovanni Malagò il betting è definito una “risorsa di sistema”, al pari dei diritti audiovisivi e della fiscalità sportiva. L’ex presidente del Coni sostiene che sia “legittimo aprire una riflessione” sul ritorno al calcio di una parte del valore generato dalle scommesse. La raccolta sul calcio ha superato i 16 miliardi di euro e il gettito erariale ha raggiunto livelli record.
Per Malagò, se il calcio “genera una parte rilevante del valore del betting, almeno una parte di quel valore deve tornare al calcio e alla sua funzione sociale”. La parola chiave del suo programma è sostenibilità.
LE PROPOSTE DI ABETE: PIÙ SPAZIO ALLA BASE E ATTACCO ALLA SERIE A
Giancarlo Abete propone una linea più netta. Nel suo programma parla apertamente di “abolizione del divieto di pubblicità e sponsorizzazioni” per gli operatori del gioco, con riferimento al Decreto dignità. Propone inoltre di destinare alla Figc il “2 percento della raccolta” delle scommesse calcistiche, richiamando la storica quota schedine.
Abete sottolinea che il calcio italiano ha perso opportunità economiche dal 2018 e chiede di sostenere le società di vertice con sponsorizzazioni mirate. Il suo programma insiste sulla trasparenza e sulla legalità, destinando risorse anche alla lotta alla ludopatia. La sua candidatura si presenta come voce della base e critica verso la Serie A.
UNA CONVERGENZA POLITICA CHE SUPERA GLI SCHIERAMENTI
La convergenza tra Malagò e Abete sul tema delle scommesse è il dato politico più rilevante. Le due candidature nascono da aree opposte del calcio italiano, ma condividono l’idea che il sistema debba recuperare risorse dal betting per garantire sostenibilità. Il tema non è più percepito come marginale, ma come un elemento strutturale per il futuro del movimento.
Sul tavolo tornano due dossier: la possibile revisione del divieto di pubblicità del gioco e la richiesta di un riconoscimento economico stabile per la Figc. Il deposito dei programmi segna un messaggio chiaro verso Governo e Parlamento: il calcio vuole riaprire la partita sulle risorse del betting.