Slot con doppia scheda e Preu evaso, esercente responsabile
La Cassazione ribadisce che il titolare del locale in cui ci sono apparecchi da gioco senza nulla osta è ‘responsabile in solido’ per il Preu evaso.
“È responsabile in solido per le somme dovute a titolo di prelievo erariale unico, interessi e sanzioni amministrative l’esercente a qualsiasi titolo dei locali in cui sono installati gli apparecchi e congegni privi del nulla osta.”
A ricordare tale principio è la Corte di cassazione, in un’ordinanza con cui rigetta il ricorso proposto dalla titolare di un bar contro un avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli in materia di prelievo erariale unico per gli apparecchi da gioco.
Tale avviso, relativo al 2017, era stato emesso a seguito dell’accertamento svolto dalla Guardia di finanza che aveva svelato la presenza nel bar di una slot munita di doppia scheda: una regolare, collegata alla rete telematica Adm, e l’altra irregolare, non connessa, che era possibile attivare attraverso un dispositivo presente nell’apparecchio.
Per questo è stato determinato un imponibile di oltre 42 mila euro e un’imposta di 8mila (applicando l’aliquota del 19 percento).
I DUE RICORSI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA
Una decisione impugnata dall’esercente alla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Potenza, che ha accolto il ricorso, ritenendo che fosse tenuto al pagamento dell’importo esclusivamente il responsabile dell’illecito (cioè il legale rappresentante della società che aveva installato l’apparecchio e ne era proprietaria) che, nel caso di specie, era stato individuato.
E poi ribaltata dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, che ha accolto il ricorso di Adm, osservando, in particolare, che l’avviso era regolare e che l’esercente era obbligata a pagare le somme richieste in solido con l’autore. Infatti, anche se quest’ultimo era stato individuato, la responsabilità solidale persisteva “fino al passaggio in giudicato della sentenza definitiva nei confronti dell’autore materiale dell’illecito ex lege sulla slot machine manomessa, come nel caso specifico, ed oggetto di apposito sequestro”.
Una sentenza contro cui la titolare del bar ha fatto infine ricorso in Cassazione.
I giudici della Suprema corte però hanno dato ragione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli: “L’apparecchio era privo di nulla osta, in quanto l’accertamento si riferisce alla scheda irregolare; in questa ipotesi sussiste sempre la responsabilità dell’esercente a qualsiasi titolo dei locali in cui sono installati gli apparecchi e congegni privi del nulla osta, in solido con il soggetto che ha provveduto alla loro installazione”.
Nella foto: la sede della Corte di cassazione – Crediti fotografici © Sergio D’Affitto / Wikipedia