Riciclaggio, Casinò Saint Vincent in amministrazione giudiziaria

Scritto da Fm
Il Tribunale della prevenzione ha disposto un ‘tutoraggio’ del Casinò Saint Vincent ad opera di due amministratori giudiziari, per un periodo iniziale di un anno.


A oltre 6 mesi di distanza, arriva l’onda lunga dell’operazione della Guardia di finanza di Aosta che nel dicembre del 2025 ha fatto luce su un sistema di riciclaggio realizzato da imprese commercianti materiale ferroso e attuato anche grazie a due impiegati del Casinò di Saint-Vincent.

I finanzieri del Comando territoriale di Aosta hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal Tribunale di Torino – sezione Misure di prevenzione – con il quale, ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia, è stata disposta l’amministrazione giudiziaria della Casa da gioco.

Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Torino diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, rappresenta la prima applicazione dello strumento dell’amministrazione giudiziaria ad una casa da gioco, individuata dagli inquirenti quale contesto utilizzato per il riciclaggio di proventi illeciti e per lo scambio di valori in esecuzione di accordi di natura criminosa.

UN SEQUESTRO DA 5 MILIONI DI EURO

L’attività, si legge in un comunicato diramato dalle Fiamme gialle, è la naturale prosecuzione delle indagini di polizia economico-finanziaria condotte dal Nucleo Pef di Aosta, su delega e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Aosta diretta dal Procuratore Luca Ceccanti, e che avevano permesso di individuare un articolato sistema di riciclaggio incentrato sulla casa da gioco valdostana.

All’epoca furono sequestrati denaro contante, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobili, per circa 5 milioni di euro nei confronti di oltre trenta indagati, a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, ricettazione e corruzione di incaricato di pubblico servizio.

“EMERSE LACUNE ORGANIZZATIVE DA PARTE DEL CASINÒ”

Secondo quanto si legge ancora nella nota diffusa dalla Guardia di finanza, le condotte delittuose, poste in essere all’interno del Casinò “avrebbero beneficiato di un’ingiustificata inerzia dell’amministratore e di altri dirigenti, tale che si è ritenuto che la società, per colpa, non abbia messo a punto una struttura organizzativa adeguata e idonea a impedire la commissione dei reati descritti”.

In particolare, sarebbero emerse le “lacune organizzative dell’ente, nonché l’atteggiamento passivo e agevolatorio dello stesso che ha, di fatto, consentito, dapprima, il diffondersi e, successivamente, il radicarsi di fenomeni illeciti, in particolar modo di corruzione e riciclaggio, senza impedirli in alcun modo”.

Infatti, “i soggetti apicali del casinò, non direttamente coinvolti nei reati contestati, pur avendo captato molteplici segnali d’allarme, non avrebbero assunto alcuna iniziativa concreta e diretta, sorvolando negligentemente sui rispettivi obblighi di controllo e segnalazione previsti, tra l’altro, dalla normativa antiriciclaggio”.

SI CONFIGURA LA “COLPA DI ORGANIZZAZIONE”

La condotta sopra descritta, affermano i finanzieri, avrebbe configurato la cosiddetta “colpa di organizzazione” in quanto l’azienda sebbene si fosse dotata, almeno sulla carta, di procedure volte ad impedire il verificarsi di fenomeni criminosi, nei fatti avrebbe disatteso le regole cautelari formalizzate nel modello organizzativo ex Decreto Legislativo n. 231/2001.

Il Tribunale della prevenzione, ritenendo l’applicazione dello strumento dell’amministrazione giudiziaria la sola idonea a rimuovere quelle “situazioni tossiche” che avrebbero creato l’humus favorevole affinché una casa da gioco ampiamente rinomata si trasformasse in un ambiente facilmente permeabile ad attività illegali, ha disposto un “tutoraggio” ad opera di due Amministratori giudiziari, nominati dalla medesima Autorità, che per un periodo iniziale di un anno eserciteranno specifici poteri di amministrazione al fine di eliminare le criticità rilevate.

NOTA BENE

La diffusione del comunicato stampa della Guardia di finanza è effettuata in ottemperanza alle disposizioni del decreto legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione con particolare riferimento al contrasto dei reati di riciclaggio e corruzione, altamente lesivi degli interessi della collettività, nonché di ogni altra forma di criminalità economico-finanziaria, ferma restando la presunzione di non colpevolezza delle persone ancora sottoposte ad indagini preliminari, da reputarsi non colpevoli fino all’eventuale sentenza di condanna divenuta irrevocabile.




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