Gioco illegale in Italia: enforcement ADM a +44% nel 2025 tra siti oscurati e modelli ibridi
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inibito 1.038 siti nel 2025, con un incremento del 44% rispetto al 2024 e dell’111% sul 2023. L’enforcement è inquadrato come condizione strutturale del mercato regolato, non come strumento puramente repressivo.
ADM ha reso noti i dati consolidati del 2025 sull’attività di contrasto al gioco illegale: 1.038 siti oscurati, 31.391 controlli sul territorio e 14.418 verifiche specifiche anti-gioco minorile, con un tasso di positività degli accertamenti pari all’11,01%. I dati emergono dalla Relazione MEF 2025, dalla Convenzione MEF-ADM 2025-2027 e dal PIAO ADM 2025-2027, e sono stati illustrati dall’Agenzia a SiGMA News.
Interpellata dalla testata, ADM ha chiarito che l’attività di controllo rappresenta «un pilastro strutturale, preventivo e imprescindibile» per preservare l’integrità del gioco pubblico in Italia. Una lettura che va oltre la dimensione sanzionatoria: la vigilanza è presentata come presupposto di funzionamento dell’intero sistema concessorio, a tutela dei consumatori, della tracciabilità dei flussi finanziari e del gettito erariale, che nel 2025 ha superato gli 11,4 miliardi di euro dalle entrate complessive del settore giochi.
I MODELLI IBRIDI E IL NODO PVR
La criticità più insidiosa segnalata dall’Agenzia riguarda i modelli ibridi fisico-digitale: circuiti in cui totem, PC e apparecchiature presenti in esercizi pubblici fungono da gateway verso piattaforme estere prive di concessione. Si tratta di una zona grigia che complica l’attività ispettiva e che ha motivato l’introduzione dell’Albo dei PVR. Come analizzato nel dibattito sulla tracciabilità dei Punti Vendita Ricariche, la nuova disciplina vieta l’utilizzo di apparecchiature automatiche prive di sistemi di identificazione dell’età e preclude l’apertura di conti ai titolari degli esercizi.
Sul fronte dei siti oscurati, i numeri del 2025 confermano un’accelerazione sostenuta: il +44% rispetto al 2024 e il +111% sul 2023 indicano una traiettoria di enforcement progressivamente più capillare, coerente con l’ampliamento della black list ADM che, secondo dati di fonte pubblica, ha superato complessivamente gli 11.000 domini inibiti.
CONCESSIONARI E CONCORRENZA SLEALE
ADM inquadra la lotta all’offerta abusiva anche come tutela degli operatori autorizzati. I 52 nuovi concessionari online – insediati nell’ambito del riordino disposto dal decreto legislativo n. 41 del 2024 – devono sostenere requisiti patrimoniali, impegni finanziari e piani sul gioco responsabile che gli operatori fuori sistema semplicemente ignorano. L’Agenzia definisce esplicitamente questa asimmetria «concorrenza sleale», capace di alterare il mercato a danno di chi investe nella legalità.

In questo quadro, controlli e riforma non procedono su binari separati. La credibilità del processo di riordino del gioco pubblico si misurerà anche dalla capacità di far rispettare le regole, tanto sul canale online quanto sulla rete fisica, dove la partita sui punti vendita e gli apparecchi resta aperta.
Crediti fotografici © ADM / Agenzia delle Dogane e dei Monopoli