Tax Credit Videogiochi: l’industria italiana chiede certezze
Iidea sollecita il Governo: servono continuità, stabilità e un piano chiaro per il tax credit videogiochi.
Oltre a rinnovare il tax credit videogiochi occorre “affiancare anche forme di contributo diretto al settore.” A chiederlo è Iidea, l’associazione che raggruppa le aziende italiane del settore videoludico, in una richiesta formale inviata al ministero della Cultura.
La lettera, indirizzata al ministro Alessandro Giuli e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, chiede un aggiornamento urgente sullo stato di attuazione della misura. Il nodo principale riguarda la sessione 2025, ancora non aperta nonostante i 12 milioni di euro già stanziati. L’assenza di un calendario definito crea incertezza e rischia di frenare investimenti e occupazione. “Il tax credit videogiochi si è dimostrato uno strumento efficace”, afferma Thalita Malagò, direttore generale e consigliere delegato di Iidea. Il settore attende risposte rapide per programmare il futuro.
RITARDI E INCERTEZZE SULLA SESSIONE 2025
La mancata apertura della sessione 2025 del tax credit preoccupa l’intero comparto. Le imprese hanno integrato la misura nei propri piani operativi e finanziari. L’assenza di tempistiche certe rischia di rallentare la produzione e di frenare la crescita occupazionale. Iidea sottolinea che il tax credit è diventato un riferimento per la programmazione industriale.
“Le imprese necessitano di tempi certi e prospettive chiare”, ribadisce Malagò. Il settore teme ricadute sulla competitività internazionale. La richiesta dell’associazione è chiara: serve un aggiornamento immediato dal Ministero della Cultura per garantire continuità e stabilità allo strumento.
CRESCITA DEL SETTORE E DATI POSITIVI
Dal 2021 il tax credit ha sostenuto uno dei comparti più dinamici delle industrie creative. Tra il 2022 e il 2025 le imprese sono cresciute del 25 percento. Gli addetti sono aumentati del 17 percento. Il fatturato è salito del 36 percento. La misura ha favorito investimenti, occupazione qualificata e sviluppo industriale. Oltre 80 nuovi videogiochi sono previsti nel prossimo biennio.
Le quattro sessioni già aperte hanno generato richieste per 40,7 milioni di euro. Gli investimenti dichiarati superano i 204,5 milioni di euro. Un effetto leva significativo, che conferma l’importanza del tax credit per l’ecosistema videoludico italiano.
RINNOVO EUROPEO E CONTRIBUTI DIRETTI
Iidea richiama l’attenzione su due criticità aggiuntive. La prima riguarda il rinnovo dell’autorizzazione europea della misura, in scadenza a fine 2026. Ad oggi non risulta presentata la richiesta di rinnovo. Un ritardo potrebbe compromettere la continuità del tax credit dal 2027.
La seconda riguarda l’opportunità di affiancare contributi diretti allo strumento fiscale. Secondo l’associazione, tali contributi sarebbero utili ai team più giovani e alle realtà di piccole dimensioni. Il tax credit resta invece più adatto alle imprese strutturate. Il settore chiede quindi un mix di strumenti per sostenere tutte le fasce produttive.
CONTESTO EUROPEO SEMPRE PIÙ COMPETITIVO
Il quadro internazionale rende il tema ancora più urgente. Francia, Regno Unito, Irlanda e Germania stanno potenziando i propri incentivi fiscali e i fondi dedicati al gaming. L’Unione Europea avvierà presto una consultazione sulla futura European Strategy for Video Games. L’obiettivo è rafforzare competitività, innovazione e sviluppo dell’industria videoludica. L’Italia rischia di perdere terreno senza una strategia chiara. Per questo Iidea chiede continuità, stabilità e un piano di lungo periodo.