Ippodromo Paolo VI: dal tribunale ok al sequestro conservativo
il Tribunale di Taranto accoglie il ricorso Soget sui crediti tributari e autorizza il sequestro conservativo.
Ippodromo Paolo VI, il tribunale di Taranto autorizza il sequestro conservativo per tutelare crediti tributari. Revocate le autorizzazioni alle corse.
Il Tribunale ordinario di Taranto accoglie parzialmente il ricorso di Soget contro Sifj e Caroli Global Service autorizzando il sequestro conservativo per tutelare crediti tributari superiori ai due milioni di euro.
La decisione riguarda, in particolare, Imu e Tari non versate, e analizza i contratti stipulati tra le società coinvolte. Secondo il Tribunale, tali atti avrebbero compromesso la garanzia patrimoniale del creditore. L’ordinanza mira a evitare la dispersione dei beni e a garantire il recupero delle somme nel giudizio di merito.
FUMUS BONI IURIS E CONSILIUM FRAUDIS
L’ordinanza riconosce la fondatezza delle pretese di Soget. Vi si legge che “appare verosimilmente integrato anche il requisito dell’eventus damni”, poiché gli atti negoziali hanno inciso sull’appetibilità commerciale del compendio.
La locazione ultranovennale e la cessione del ramo d’azienda risultano idonee a “comprimerne il valore economico e le prospettive di realizzo in sede di vendita coattiva”. La magistrata inoltre valorizza il rapporto di parentela tra l’amministratore della Caroli Global Service e i soci della Sifj, ritenendolo indicativo della conoscenza della situazione debitoria. Secondo il Tribunale, tali elementi suggeriscono un disegno volto a ostacolare la soddisfazione del creditore.
PERICULUM IN MORA E BENI SOTTO SEQUESTRO
Il Tribunale ravvisa un concreto pericolo di infruttuosità del credito. Per questo autorizza il sequestro conservativo di beni strumentali essenziali per l’attività dell’ippodromo.
L’ordinanza dispone il blocco del ramo d’azienda, includendo “gli impianti per le corse costituenti l’Ippodromo Paolo VI, ivi comprese le scuderie”. La misura riguarda anche terminali di gioco, sistemi di videosorveglianza e attrezzature televisive. Il provvedimento è motivato dalla necessità di evitare “il c.d. pericolo da infruttuosità”, cioè il rischio che il debitore renda incapiente il patrimonio. Restano esclusi i beni già colpiti da precedenti pignoramenti immobiliari.
CONTRIBUTI MASAF E CUSTODIA GIUDIZIARIA
In merito ai contributi pubblici del Masaf, destinati al sostegno dell’ippodromo, Soget ha segnalato che tali somme, in parte ancora da riscuotere, potrebbero essere sottratte alla garanzia patrimoniale. Una circostanza che, nonostante il sequestro, porta il Tribunale a nominare il legale rappresentante della Caroli Global Service come custode dei beni.
La decisione prevede un “obbligo di conservazione, amministrazione ordinaria e divieto di alienazione”. Il Tribunale chiarisce che non emergono “specifiche criticità gestionali” tali da impedire la nomina della società resistente. Le autorizzazioni ministeriali per le corse risultano, nel frattempo, revocate, con sospensione dell’attività competitiva.
Crediti fotografici ©Ippodromo Paolo VI di Taranto / Foto dal profilo Instagram dell’ippodromo di Taranto