Agcom, Forum Famiglie e consumatori: ‘nessuna ambiguità nella prevenzione’
In audizione presso Agcom Alea, Forum Famiglie e Associazioni consumatori chiedono regole più rigide e stop ai loghi dei concessionari.
“No alle pubblicità nascoste”. È il messaggio centrale del documento presentato da Alea, Forum delle Famiglie e cinque associazioni dei consumatori ad Agcom.
Nel corso delle audizioni organizzate dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo sul gioco responsabile (delibera 85/26/Cons) le associazioni chiedono all’Agcom dieci punti fermi per riformare la comunicazione istituzionale. L’obiettivo è evitare che la prevenzione diventi promozione indiretta. Le associazioni denunciano il rischio di messaggi ambigui che rendono l’azzardo più familiare o desiderabile. La tutela delle persone fragili deve restare prioritaria.
TERMINOLOGIA E CHIAREZZA COMUNICATIVA
Le associazioni chiedono di superare definitivamente il termine “ludopatia”. Propongono l’uso stabile della definizione scientifica “Disturbo da gioco d’azzardo”. La scelta riporta il tema nel campo della salute pubblica.
Il documento critica i messaggi che imitano l’esperienza della scommessa. Bonus, cashback e suoni vivaci agiscono come stimoli psicologici. Le sigle avvertono che “una campagna magnificata come informativa, rafforza invece l’attrazione verso le scommesse”. Per questo chiedono che “nessuna ambiguità dev’essere contenuta nella stessa comunicazione di prevenzione”. La percezione del rischio non deve mai essere attenuata.
Più o meno sullo stesso tono era stato anche l’intervento di Avviso pubblico, la scorsa settimana, che aveva criticato l’uso del termine “gioco responsabile”, ritenuto fuorviante perché sposta la responsabilità sui soggetti fragili.
RESPONSABILITÀ DEI GESTORI E IMPATTO SUI FAMILIARI
Il documento sottolinea che la responsabilità non può ricadere solo sull’utente. I gestori devono predisporre strumenti efficaci per intercettare i segnali di perdita di controllo. Servono alert chiari su somme spese e durata delle sessioni. Le associazioni introducono anche il concetto di “harm to others”, cioè il danno ai terzi.
L’azzardo problematico colpisce la stabilità familiare, generando conflitti, sfiducia e dissesto economico. Le sigle chiedono che la comunicazione pubblica riconosca ufficialmente queste conseguenze. La tutela deve estendersi ai conviventi e ai minori, spesso vittime indirette del disturbo.
DIECI PROPOSTE PER L’AGCOM
Le associazioni hanno dunque presentato, come detto, dieci proposte tecniche per rafforzare il testo dell’Agcom. Tra queste spicca il divieto di usare il marchio del concessionario nelle campagne informative. Le sigle chiedono anche regole per influencer, testimonial e agenzie creative. I messaggi non devono apparire in contesti vicini all’esperienza di gioco.
È richiesta la presenza di monitoraggi indipendenti prima e dopo le campagne. Le associazioni ribadiscono che “i concessionari non devono ricavare vantaggio reputazionale da campagne presentate come sociali”.
Si propone inoltre l’autoesclusione estesa a tutte le forme di gioco, online e fisiche. Solo una comunicazione sobria può garantire reale tutela.