Vaccari (Pd): nuova Pdl tutela i minori nel digitale, anche sul gioco
Tra i punti fermi della nuova proposta di legge presentata dal deputato Pd Stefano Vaccari la verifica dell’età degli utenti e una stretta sulla pubblicità del gioco.
“La norma non intende demonizzare la tecnologia, ma promuovere una consapevolezza critica rispetto ai suoi impieghi e rafforzare la responsabilità dei gestori delle piattaforme digitali e delle reti sociali telematiche”.
Il deputato del Partito Democratico Stefano Vaccari presenta così la sua proposta di legge “Norme concernenti la verifica dell’età degli utenti delle piattaforme digitali e delle reti sociali telematiche e altre disposizioni per la tutela dei minori nella fruizione delle medesime”, pubblicata oggi, 9 giugno 2026, alla Camera.
Vaccari è noto per il suo impegno nel gioco, il ruolo di coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo e le recenti mozioni sul gioco e la sua Pdl, che era stata annunciata nel febbraio scorso, è solo un tassello ulteriore al suo percorso per “promuovere una consapevolezza critica” (per usare parole sue) nell’uso della tecnologia.
LA PREMESSA DI VACCARI
“Lo sviluppo della tecnologia rappresenta una costante della nostra società, capace di generare trasformazioni profonde con conseguenze dirette in ogni ambito della vita quotidiana”, esordisce l’esponente Dem presentando la sua Pdl. Spiega che “l’universalizzazione dell’accesso comporta rischi strutturali, che richiedono un intervento normativo aggiornato.”
Aggiunge che “il danno potenziale si estende, inoltre, alla sfera della sicurezza e dell’integrità psicofisica“.
“La circolazione di contenuti che promuovono disturbi alimentari, autolesionismo o l’uso di sostanze stupefacenti, unitamente alla proliferazione di sfide virali pericolose, richiede un quadro di garanzia che limiti l’efficacia dei sistemi di raccomandazione algoritmica capaci di isolare il minore in ‘bolle’ informative dannose.” Sottolinea ancora.
Relativamente al gioco evidenzia come già l’Unione europea abbia posso “particolare enfasi sulla trasparenza pubblicitaria e sul divieto di pratiche commerciali
ingannevoli o predatorie, come quelle legate agli acquisti impulsivi nelle applicazioni e nei giochi telematici, che possono essere equiparati a forme di gioco d’azzardo mascherato.”
I CONTENUTI DELLA PDL SUL GIOCO
Illustrando quindi i vari articoli della Pdl spiega che “la principale finalità, sancita dall’articolo 1, è la tutela dello sviluppo psicofisico delle nuove generazioni, troppo
spesso esposte a rischi quali la dipendenza digitale, la manipolazione psicologica e l’esposizione a contenuti inappropriati, quali la pornografia, la violenza e il gioco d’azzardo).”
E aggiunge che “l’articolo 12 affronta il crescente problema dei meccanismi assimilabili al gioco d’azzardo nei videogiochi e nelle applicazioni (come le scatole premio). Viene sancito il divieto assoluto di accesso a tali funzionalità da parte dei minori, colpendo le pratiche di monetizzazione predatoria che sfruttano tecniche di rinforzo variabile e di pressione psicologica.”
Ricorda, Vaccari, che in Italia “oltre il 62 per cento dei ragazzi di età compresa tra undici e tredici anni possiede un profilo in una rete sociale telematica, spesso creato con dati anagrafici falsificati o tramite profili di adulti. Un terzo dei bambini tra sei e dieci anni utilizza quotidianamente un cellulare collegato alla rete internet, mentre soltanto il 30 per cento delle famiglie adotta sistemi di controllo parentale”. Da qui dunque la necessità di una proposta di legge che “nasce dall’urgenza di regolamentare il sistema digitale in cui i minori sono immersi quotidianamente.”