Cangianelli (Egp-Fipe): ‘Norme lente e frammentate favoriscono il gioco illegale’

Scritto da Daniele Duso
Il presidente di Egp-Fipe in audizione al Senato sottolinea i rischi di un gioco pubblico senza riordino nazionale e con norme locali divergenti.

“Il sistema (del gioco pubblico italiano, Ndr) è fermo tra proroghe e regole territoriali non omogenee”. A dirlo è Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe, l’associazione dei pubblici esercizi che rappresenta gli operatori del gioco pubblico all’interno della Federazione italiana pubblici esercizi, in audizione, oggi, 9 giugno 2026, alla Commissione Affari Costituzionali del Senato nell’ambito del confronto sull’assetto delle competenze tra livelli istituzionali, con particolare riferimento alla tutela della salute.

Proprio l’assenza di una riforma organica, sottolinea Cangianelli, e la proliferazione di norme locali, stanno producendo uno stallo che indebolisce prevenzione, rete autorizzata e capacità di controllo. Un quadro che rischia di ampliare lo spazio del gioco non regolato.

FRAMMENTAZIONE NORMATIVA E ASSENZA DI GOVERNANCE
Nel corso dell’audizione il presidente Egp-Fipe evidenzia come il problema principale non sia il perimetro formale delle competenze, ma la mancanza di una governance unitaria. Negli anni si è creata una stratificazione di norme regionali e comunali non coordinate, con effetti diretti sull’organizzazione dell’offerta legale. L’associazione sottolinea che questo scenario impedisce una pianificazione efficace della rete e rende più difficile attuare politiche di prevenzione coerenti. Le proroghe delle concessioni e l’assenza di un riordino nazionale hanno consolidato una situazione di incertezza che pesa su operatori, istituzioni e cittadini.

MISURE LOCALI POCO EFFICACI
Egp-Fipe ha posto l’attenzione anche su alcune misure territoriali, come distanziometri e limitazioni orarie. Secondo l’associazione, questi strumenti non avrebbero prodotto una reale riduzione del gioco problematico, ma piuttosto uno spostamento dei comportamenti verso canali digitali o non controllati. Cangianelli afferma che “l’evidenza è che dove si restringe in modo rigido l’offerta fisica non si riduce il problema, ma si sposta”. Questo fenomeno, secondo Egp-Fipe, genera distorsioni sul piano della legalità e mette in difficoltà la rete autorizzata, che dovrebbe invece rappresentare il presidio principale per la tutela dei giocatori.

PREVENZIONE COMPORTAMENTALE E TECNOLOGIE DI CONTROLLO
Nel dibattito sul riordino del settore, Egp-Fipe indica come prioritarie misure di prevenzione basate sul comportamento reale dei giocatori. L’associazione cita strumenti già disponibili o in fase di implementazione, come sistemi di autoesclusione, tracciamento dei comportamenti e tecnologie di monitoraggio. Tuttavia, senza una cornice nazionale stabile, anche gli strumenti più avanzati rischiano di produrre effetti limitati o disomogenei. Per questo Cangianelli ribadisce che “serve una governance chiara”, in cui le Regioni possano avere un ruolo, ma all’interno di una pianificazione condivisa e non frammentata.

NECESSITÀ DI UN QUADRO NAZIONALE
Egp-Fipe conclude sottolineando che la somma di interventi parziali non può sostituire un riordino organico del settore. L’associazione avverte che, senza una strategia nazionale, il sistema concessorio resterà instabile e la prevenzione perderà efficacia. La richiesta è quella di un quadro normativo chiaro, capace di garantire equilibrio tra tutela della salute, legalità e sostenibilità della rete autorizzata. Solo così sarà possibile contrastare in modo efficace il gioco non controllato e rafforzare il ruolo del gioco pubblico come presidio regolato e monitorato.