Dipendenze, il primo report di Data Room Nexus è sull’Emilia-Romagna

Scritto da Fm

Al via il progetto per costruire la prima banca dati nazionale sulle persone prese in carico dal Servizio sanitario nazionale: pronto il primo report sull’Emilia-Romagna.

Dopo il lancio dell’Osservatorio sul gioco online illegale, Data Room Nexus presenta un nuovo progetto dedicato allo studio e al monitoraggio delle dipendenze in Italia, con l’obiettivo di realizzare una banca dati nazionale oggi assente nel panorama informativo del Paese.

L’iniziativa nasce dalla necessità di raccogliere e organizzare in modo sistematico i dati relativi alle persone prese in carico dai servizi pubblici per le dipendenze, superando l’attuale frammentazione delle informazioni disponibili e offrendo una lettura territoriale puntuale del fenomeno.

Per raggiungere questo obiettivo, Nexus ha avviato un’attività di raccolta dati che coinvolge l’intero sistema sanitario nazionale attraverso l’interrogazione delle 110 Aziende sanitarie locali italiane.

L’IMPORTANZA DI PARTIRE DAI DATI

I dati acquisiti hanno consentito di costruire una base informativa strutturata sulle principali forme di dipendenza trattate dai servizi sanitari, tra cui le dipendenze da sostanze, le dipendenze da alcol, il Disturbo da gioco d’azzardo (Dga) e le altre dipendenze comportamentali rilevate dai servizi territoriali.

Il primo risultato concreto di questo lavoro sarà al centro del report “Dipendenze in Emilia-Romagna”, il primo focus territoriale realizzato da Data Room Nexus. Lo studio offre una fotografia delle prese in carico registrate nel 2024 dai servizi del Servizio Sanitario nella regione.

L’Osservatorio non si limiterà a censire il numero delle prese in carico ma analizzerà anche le informazioni socio-anagrafiche per comprendere le caratteristiche delle persone che accedono ai percorsi di cura: età, genere, condizione occupazionale e titolo di studio.

SOTTO LA LENTE LE DIFFERENZE FRA I TERRITORI

Particolare attenzione sarà dedicata alla popolazione giovanile, attraverso l’analisi delle prese in carico che riguardano i minori. Si tratta di un indicatore particolarmente sensibile, capace di offrire elementi utili per comprendere precocemente l’evoluzione dei fenomeni di dipendenza e per orientare interventi di prevenzione mirati nei contesti scolastici, familiari e territoriali.

L’approccio scelto da Nexus consentirà inoltre di valorizzare il dato locale. Grazie alla raccolta delle informazioni a livello di singola Azienda sanitaria locale sarà possibile osservare le differenze tra territori, individuare eventuali aree di maggiore criticità e costruire un quadro nazionale fondato su dati omogenei e comparabili.

UNO STRUMENTO DI SUPPORTO CONCRETO

Le potenzialità dell’Osservatorio non riguardano esclusivamente il mondo della ricerca.

La disponibilità di dati territoriali aggiornati potrebbe rappresentare infatti uno strumento di supporto concreto per amministrazioni pubbliche, decisori politici, aziende sanitarie e soggetti del terzo settore impegnati nella programmazione delle politiche sociali e sanitarie.

Disporre di una fotografia dettagliata delle persone prese in carico dal sistema pubblico significa poter orientare in modo più efficace le attività di prevenzione, le campagne di sensibilizzazione, la distribuzione delle risorse e la pianificazione dei servizi nei territori.

LA PUBBLICAZIONE DEI REPORT REGIONALI

A spiegare l’approccio messo in campo è Colleen Henshaw, responsabile della Sezione Dipendenze Nexus.

“Con questo progetto vogliamo contribuire alla costruzione di un patrimonio informativo che oggi non esiste”, esordisce.

Quindi inizierà la pubblicazione di report regionali, mettendo a sistema i dati già a disposizione.

Parallelamente, prosegue Henshaw, il gruppo di lavoro di Data Room Nexus sta ultimando la raccolta dei dati aggiornati al 2025 con l’obiettivo di “presentare, entro la fine dell’anno, il primo report nazionale sullo stato delle dipendenze in Italia in occasione di un evento dedicato in cui sarà presentato ufficialmente l’Osservatorio con il coinvolgimento di tutte le Aziende sanitarie che hanno contribuito alla realizzazione del Report”.




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