Gioco illegale e content creator, Commissione Ue prende le misure
La Commissione Ue risponde all’interrogazione del Ppe sul ruolo dei content creator nella promozione del gioco illegale: social media e app store sotto esame.
Alla Commissione europea è arrivata la risposta all’interrogazione a risposta scritta presentata lo scorso aprile da Sabine Verheyen, europarlamentare del Ppe, sulla “promozione attiva da parte di creatori di contenuti online di servizi di gioco illegale”.
A chiarire quali misure sta adottando la Commissione per garantire una più efficace applicazione del Digital Services Act è la vicepresidente esecutiva Henna Maria Virkkunen, referente per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
COSA PREVEDE IL DIGITAL SERVICES ACT
La Commissione, sottolinea, è a “conoscenza del problema della pubblicità occulta sulle piattaforme online, nonché della promozione di prodotti illegali online”.
Il Digital services act (Dsa), ricorda Virkkunen. impone alle piattaforme online di fornire un meccanismo di notifica e segnalazione di facile utilizzo, che consenta agli utenti di segnalare contenuti, comprese le pubblicità, che ritengono illegali.
Inoltre, le piattaforme online di grandi dimensioni (Vlop) e i motori di ricerca online di grandi dimensioni (Vlose) sono tenuti a valutare e mitigare diligentemente i rischi sistemici relativi ai loro servizi, compresi i rischi riguardanti la diffusione di contenuti illegali.
LA PROTEZIONE DEI MINORI
La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia quindi mette in evidenza che le linee guida sulla protezione dei minori previste dal Dsa chiariscono che non debbano essere esposti a pubblicità di “prodotti che potrebbero avere un impatto negativo sulla loro privacy, sicurezza e incolumità, e che qualsiasi contenuto commerciale deve essere chiaramente etichettato come tale”.
La protezione dei minori in quanto consumatori è anche una priorità del prossimo Digital fairness act, che affronterà questioni come il marketing sleale tramite influencer.
FACEBOOK, INSTAGRAM, SNAPCHAT E APP STORE SOTTO LA LENTE
Inoltre, la Commissione sta monitorando attentamente i Vlop e i Vlose in collaborazione con la Dsa. Ad esempio, la Commissione ha adottato conclusioni preliminari nei confronti del fornitore di Facebook e Instagram per non aver apparentemente fornito agli utenti un meccanismo di notifica e intervento semplice e di facile accesso.
La Commissione ha inoltre recentemente avviato un procedimento formale nei confronti del fornitore di Snapchat per sospetti relativi, tra l’altro, alla mancata gestione dei rischi connessi alla promozione di prodotti vietati o soggetti a restrizioni di età ai minori.
Infine, la Commissione sta esaminando gli app store per verificare, tra l’altro, l’efficacia delle misure adottate per impedire ai minori di accedere ad app soggette a restrizioni di età, come le app di gioco d’azzardo.
Nella foto: Henna Maria Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – Crediti fotografici © Commissione europea – Sito ufficiale