Usa, prediction market oltre 40 miliardi: rischio per l’Erario
La crescita di prediction market come Polymarket e Kalshi già preoccupava i casinò, ma ora preoccupa pure lo Stato: può erodere il gettito di gioco e scommesse sportive regolamentate.
I prediction market cominciano a preoccupare seriamente gli Usa, dai casinò all’Erario.
I mercati predittivi come Polymarket e Kalshi hanno superato, nel 2025, i 40 miliardi di dollari di volume, contro i 9 miliardi del 2024. E già da tempo preoccupano chi si occupa di gioco, in quanto stanno diventando concorrenti diretti delle scommesse sportive, oggi legali in 39 Stati Usa e nel District of Columbia.
A differenza di casinò e bookmaker regolamentati, tuttavia, i prediction market non generano imposte statali. Se una parte delle giocate migra verso questi strumenti, gli Stati rischiano di perdere entrate significative.
IL PESO DELLE IMPOSTE SUL GIOCO
Per gli Stati americani il gioco regolamentato è da decenni una fonte di entrate. Prima con i casinò, poi con le lotterie e infine con le scommesse sportive. Dopo la sentenza della Corte Suprema del 2018, il betting è diventato un pilastro fiscale in molte giurisdizioni. Le piattaforme devono pagare licenze e imposte, contribuendo direttamente ai bilanci pubblici.
Ora però la crescita dei prediction market rischia di spostare parte della raccolta verso canali non tassati. Per Stati come New York o Illinois, che generano quasi metà del gettito nazionale, anche piccole variazioni possono pesare.
IL CASO NEW YORK: BASTA L’UNO PERCENTO
New York è l’esempio più evidente del rischio fiscale. Nel 2026 i bookmaker digitali hanno generato 2,6 miliardi di dollari di ricavi lordi. Con un’aliquota del 51 percento, lo Stato ha incassato circa 1,3 miliardi destinati a scuola, giovani e servizi contro il gioco problematico. Se anche solo l’uno percento delle giocate migrasse verso i prediction market, New York perderebbe milioni di dollari l’anno. Una quota del cinque o dieci percento produrrebbe un impatto molto più pesante. Come ha ricordato un direttore di bilancio statale: “Il milione più importante è sempre l’ultimo milione”.
PERCHÉ QUESTE PERDITE SONO CRITICHE
Circa il 70 percento dei bilanci statali è già vincolato a spese obbligatorie: istruzione, Medicaid, pensioni, debito. Lo spazio per la spesa discrezionale è minimo. Una riduzione graduale del gettito non crea un’emergenza immediata, ma limita la capacità degli Stati di reagire alle crisi economiche, finanziare nuovi programmi o ricostituire le riserve. La migrazione delle giocate verso piattaforme non tassate rischia quindi di erodere lentamente la flessibilità fiscale, proprio mentre la domanda di servizi pubblici cresce.
LE PRIME RISPOSTE LEGISLATIVE
Alcuni Stati stanno già valutando come intervenire. Secondo la National Conference of State Legislatures, nel 2026 sono state presentate proposte che vanno dalla regolamentazione dei prediction market all’introduzione di imposte specifiche sui contratti basati su eventi. Altri Stati valutano di equiparare alcuni contratti alle scommesse sportive. Ma la crescita dei prediction market, come visto, non è solo un tema regolatorio, rischia di diventare anche un grosso problema fiscale.
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