Cavalli morti all’ippodromo di Treviso, esposto in Procura
Italian horse protection deposita un esposto alla Procura della Repubblica su quanto accaduto all’ippodromo di Treviso chiamando in causa Comune, gestore e Masaf.
“Abbiamo chiesto alla magistratura di indagare per accertare se il cortocircuito riscontrato sia nato da un evento del tutto fortuito o se vi siano state carenze o omissioni nella manutenzione dei sistemi elettrici, specialmente alla luce della documentata conoscenza delle criticità strutturali della struttura.”
Lo scrivono i rappresentanti della onlus Italian horse protection, annunciando di aver depositato un esposto alla Procura della Repubblica al fine di accertare eventuali responsabilità dell’incendio che recentemente si è sprigionato in una scuderia dell’ippodromo di Treviso, portando alla morte di sei cavalli.
L’accaduto, secondo i primi rilievi dei Vigili del fuoco, sarebbe stato provocato da un corto circuito partito da un quadro elettrico, che avrebbe innescato l’incendio della paglia e del fieno presenti all’interno, dando fuoco poi a tutta la struttura in legno.
SICUREZZA E GESTIONE DELLE STRUTTURE SOTTO LA LENTE
L’organizzazione, in una nota pubblicata sul proprio sito, riporta che l’impianto ippico “è stato al centro di polemiche e di segnalazioni per la sicurezza e la gestione delle strutture, in particolare per: accessi lasciati aperti e non controllati, pericoli strutturali (anche nella zona box), e ripetuti guasti agli impianti elettrici”.
Il Comune di Treviso, proprietario dell’ippodromo, in occasione dell’ultimo rinnovo della concessione all’attuale gestore – la società Nordest Ippodromi Spa il cui direttore è Stefano Bovio – nel luglio 2024, aveva avanzato specifiche linee guida per l’adeguamento e la messa a norma dell’impianto, riporta Italian horse protection
In particolare, gli interventi richiesti riguardavano in primis la messa a norma degli impianti elettrici, in particolare quelli situati nei comparti scuderie, notoriamente molto datati.
Ma anche i sistemi di prevenzione incendi, specie nelle aree con fieno e paglia, la sicurezza perimetrale e il controllo degli accessi, la riqualificazione dei box e delle stalle, con la rimozione di piloni deteriorati ed elementi strutturali taglienti o sporgenti all’interno delle scuderie.
RISCHI GIÀ NOTI
Però, sottolinea ancora la onlus, “di queste pregresse criticità strutturali, tuttavia, non vi è traccia nelle prime dichiarazioni pubbliche del sindaco di Treviso, Mario Conte, che si è limitato a esprimere il proprio profondo sgomento e il cordoglio della comunità cittadina tramite una nota ufficiale focalizzata sulla tragedia”.
Infine, Italian horse protection sottolinea di aver trasmesso alla Procura gli articoli di stampa e le dichiarazioni apparse sui canali social nei mesi scorsi, “elementi che dimostrerebbero che i problemi strutturali dell’ippodromo e i rischi connessi, compreso quello di incendio, fossero già emersi all’attenzione di Nordest Ippodromi Spa, del Comune di Treviso e della Direzione generale per l’Ippica del ministero dell’Agricoltura, che pure ha elargito quasi 860mila euro di sovvenzioni all’ippodromo per l’anno 2025”.
Crediti fotografici © Pxhere