Razzante (Aira) sui Pvr: ‘Tracciabilità resta il nodo centrale’

Scritto da Daniele Duso
Parlando di Pvr il presidente dell’Aira, Ranieri Razzante, chiede indicazioni tecniche su strumenti tracciabili e contante, per evitare distorsioni e favorire la legalità.

Il provvedimento sui Punti vendita ricariche “non definisce in modo puntuale quali caratteristiche debbano possedere gli strumenti di pagamento per essere considerati effettivamente tracciabili“. A dirlo è il presidente dell’Associazione italiana responsabili antiriciclaggio in un intervento pubblicato sul quotidiano economico Italia Oggi.

Secondo il legale la tracciabilità delle ricariche dei conti di gioco online effettuate nei Punti vendita ricarica resta dunque uno dei temi più discussi dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 41/2024. La riforma ha posto la tracciabilità “al centro del nuovo sistema regolatorio”, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza, trasparenza e prevenzione del riciclaggio. Tuttavia, persistono dubbi applicativi sugli strumenti di pagamento utilizzabili.

Ranieri Razzante sottolinea la necessità di chiarire alcuni aspetti tecnici per garantire un’applicazione coerente della norma. Le ricariche devono avvenire tramite strumenti tracciabili, mentre per contanti o strumenti non tracciati resta il limite di 100 euro settimanali, operativo dal 13 maggio 2025.

STRUMENTI DI PAGAMENTO E REQUISITI
Secondo Razzante, “il legislatore individua il principio della tracciabilità, ma non fornisce una definizione puntuale delle caratteristiche”. La valutazione deve basarsi su requisiti essenziali: identificazione certa del soggetto, utilizzo esclusivo dello strumento, integrità dei dati e impossibilità di cessione a terzi.

In quest’ottica, sistemi digitali con Strong Customer Authentication e codici Otp associati a recapiti verificati potrebbero risultare pienamente compatibili con la normativa. Anche il decreto 231/2007 considera la tracciabilità un requisito funzionale, basato sull’identificazione certa di ordinante, beneficiario, importo e data.

IL DIBATTITO SUL CONTANTE
Razzante evidenzia che il dibattito sul contante nei Pvr “è stato impostato in modo errato”. Oggi un giocatore può pagare fino a 4.999 euro in contanti per una scommessa effettuata direttamente in cassa, senza conto online. Le ricariche dei conti di gioco, invece, sono nominative, controllate in tempo reale e concepite per aumentare la tracciabilità. Trattarle come operazioni più rischiose appare quindi incoerente.

D’altronde una lettura eccessivamente restrittiva della norma rischierebbe di penalizzare giocatori e operatori legali, favorendo indirettamente il mercato illegale. Per questo motivo, Razzante invita a un’applicazione coerente con le finalità della riforma.