Bozzolo premia i locali no slot con la Tari dimezzata

Scritto da Federica Montemurro
Italian café interior with gaming machines removed, illustrating a municipal no-slot business incentive
Il Comune mantovano conferma e rilancia l’incentivo fiscale per le attività che rinunciano agli apparecchi da gioco, con scadenza fissata a settembre.

Il Comune di Bozzolo, in provincia di Mantova, ha approvato per il 2026 una riduzione del 50% della Tari destinata alle attività commerciali che non ospitano slot o altri apparecchi con vincita in denaro. La giunta guidata dal sindaco Giuseppe Torchio ha confermato così una misura già sperimentata negli anni precedenti dall’amministrazione locale.

L’agevolazione riguarda sia la quota fissa sia quella variabile della tariffa sui rifiuti e potrà essere richiesta dalle utenze non domestiche potenzialmente autorizzate a installare gli apparecchi. Tra le categorie interessate figurano bar, tabaccherie, edicole, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, caffè e pasticcerie.

I REQUISITI PER OTTENERE LA RIDUZIONE

Per accedere al beneficio, gli esercenti dovranno dichiarare di non avere installato apparecchi da gioco e impegnarsi a non introdurli nei propri locali per tutto il 2026. La riduzione potrà essere riconosciuta anche alle attività che dimostreranno di aver rimosso gli apparecchi nel corso del 2025: in questo caso l’importo sarà calcolato in misura proporzionale.

Resteranno escluse dall’agevolazione le imprese non in regola con il pagamento delle fatture relative agli anni precedenti. La domanda dovrà essere presentata tramite l’apposito modulo disponibile negli uffici comunali e consegnata al protocollo entro le ore 12:00 di giovedì 10 settembre 2026.

UNA MISURA GIÀ SPERIMENTATA

Non si tratta della prima iniziativa dell’amministrazione bozzolese in questa direzione: il Comune aveva già previsto negli anni passati analoghe agevolazioni per gli esercizi cosiddetti “no slot”, con l’obiettivo di sostenere economicamente chi rinuncia agli introiti garantiti dagli apparecchi.

Come riferisce la Gazzetta di Mantova, nel territorio comunale sono più di dieci i locali potenzialmente idonei a ospitare apparecchi da gioco, e alcune attività hanno già deciso di rimuoverli. Secondo il sindaco Torchio, la dipendenza da gioco rappresenta un problema significativo anche per una realtà di piccole dimensioni, ragione per cui l’amministrazione ha scelto di confermare lo strumento fiscale come leva di politica locale.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulle politiche territoriali di contrasto al gioco patologico, che in altre regioni italiane trova spazio anche attraverso iniziative formative rivolte a operatori ed esercenti e attraverso confronti normativi sul ruolo dei sindaci nella regolazione locale del settore.