Marrone (Regione Piemonte): ‘Modifica legge gioco, dialogo aperto’
In Piemonte, il vicepresidente della Regione, Marrone, apre a una modifica della legge sul gioco ‘dando ai sindaci più possibilità di azione’.
In Piemonte non si ferma – ma, anzi, si intensifica – il dibattito su una possibile modifica della legge regionale per il contrasto al gioco patologico in vigore dal 2021.
E la spinta in tal senso stavolta non viene dai partiti di opposizione, che l’hanno chiesta nuovamente in una conferenza congiunta con le associazioni attive sui territori, ma dal vicepresidente della Regione Maurizio Marrone.
Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, Marrone – che ha le deleghe alle politiche sociali – ha manifestato la sua “disponibilità” a rivedere la normativa attuale, “ragionando insieme a tutta la maggioranza”.
Al centro ci sarebbe la volontà di “dare più potere ai Comuni”, ma l’esponente di Fratelli d’Italia chiarisce che non c’è alcuna intenzione di restaurare la precedente legge del 2016, voluta dal centrosinistra, e rimpianta dalle opposizioni consiliari di oggi.
L’obiettivo, – chiarisce Marrone, è “tutelare le fasce deboli partendo dai dati esistenti”.
Senza diktat ma responsabilizzando i Comuni, cioè “dando ai sindaci più possibilità di azione: una prescrizione non può essere valida allo stesso modo al quartiere Falchera o a Lanzo”.
I PRESUPPOSTI
Nel leggere queste esternazioni vanno tenute in mente tre cose.
Uno: Marrone è vicepresidente della Regione ed esponente di Fratelli d’Italia. Partito che nel 2021 fece mancare i propri voti per l’approvazione della legge ora vigente sul gioco, dopo le modifiche al testo della Lega, che di tale normativa ha fatto sempre una bandiera.
Due: in consiglio regionale al momento giacciono due proposte di modifica sulla materia, a firma di Movimento 5 stelle e di Partito democratico-Alleanza verdi sinistra, e non è detto che la maggioranza non decida di prenderle in considerazione.
Tre: il Consiglio in queste settimane sta discutendo la Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale 2026, che potrebbe essere un buon veicolo per eventuali ritocchi alle norme sul gioco. Lo scorso anno ne erano stati proposti diversi, poi stralciati per essere affrontati in un dibattito separato.
Nella foto: Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte – Crediti fotografici © Regione Piemonte – Sito ufficiale